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Cattolica. E’ scoppiata la pace

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“Autospurgo

Tra i vertici di Cattolica e il gruppo di soci dissidenti che hanno fatto delle richieste precise ai vertici della quarta compagnia assicurativa italiana, noti come quelli del “Buon Governo” dopo mesi di incontri, pareri legali e confronti tra esperti, è scoppiata la pace. Possiamo scrivere che si è arrivati ad un testo condiviso da portare come proposta unica alla prossima assemblea dei soci, che per la prima volta quest’anno si terrà, con ogni probabilità, a porte chiuse. A causa del Coronavirus. I ben informati sostengono che c’è soddisfazione per le soluzioni trovate da entrambe le parti. C’è stato in questi giorni un incontro in teleconferenza, convocato dal Presidente di Cattolica Paolo Bedoni, con le associazioni dei soci che hanno confermato il massimo appoggio all’attuale vertice. In un clima, visto il difficilissimo momento, all’insegna de “l’unione fa la forza”. Il tutto sarà vivisezionato nel Cda di domani, che non riguarderà solo le problematiche legate alla distribuzione del dividendo ma sulla necessità di convocare l’assemblea dei soci entro il 30 di giugno. Il come farlo non sarà cosa facile in quanto per una società cooperativa qual’è Cattolica Assicurazioni necessita del voto capitario di migliaia di persone. Un problema di non poco conto. Certo tutto sarà più lineare e semplice se la compagnia assicurativa si presenterà unita con un’intesa sullo statuto e relative modifiche. Il consiglio di amministrazione di venerdì sarà quindi di estrema importanza e con ogni probabilità i suoi membri condivideranno il contenuto di quanto verrà portato in assemblea. I sorrisi e il buonumore dei volti di Luigi Frascino e Giuseppe Lovati Cottini fanno capire che non poche delle loro richieste sono state accolte e questo è sicuramente un bene per la compagnia assicurativa dopo le bastonate subite in Piazza Affari dovute all’effetto contagioso del Covid-19. Gli unici che rimangono un po’ spiazzati dalla pace avvenuta tra i contendenti rimangono l’ex A.d. Alberto Minali (si dice che in Cda voterà contro) e la Fondazione Cariverona che ha ridotto la sua presenza nella compagnia assicurativa veronese perché secondo quanto dichiarato dal suo presidente Alessandro Mazzucco c’erano confusione e dissapori. Che adesso con la ritrovata armonia non ci sono più. Nella realtà dei fatti il vero motivo per cui Mazzucco aveva ridotto la presenza di Cariverona, pugnalando Cattolica e i suoi soci in pieno Coronavirus, era che in via Forti avevano urgente bisogno di liquidità. E’ bene che i veronesi non dimentichino che il patrimonio di Cattolica è una grande risorsa di Verona, ultimo baluardo che rimane alla nostra provincia.


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