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Case Agec: degrado, malavita e minacce. Il sindaco Sboarina ha promesso di intervenire

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La situazione all’Agec, azienda comunale che gestisce migliaia di immobili ad uso abitativo, si trova, con la presidenza di Roberto Niccolai, in una condizione esplosiva. Il sindaco Federico Sboarina, settimane fa aveva ufficializzato che se ne sarebbe occupato personalmente. Questa decisione ha fatto sperare centinaia di famiglie e di veronesi, vittime delle carenze taciute o incerottate di Agec.

Il presidente Niccolai non parla, non risponde al telefono e delega ogni problema al neo direttore generale Marco Peretti. Nel frattempo si moltiplicano le denunce e le segnalazioni contro l’azienda che gestisce gli edifici comunali. Si parte da vicinato molesto, con continui interventi delle forze dell’ordine, per proseguire con la mancanza del rispetto dei regolamenti condominiali da parte dell’azienda, per finire con la decadenza (quasi vergognosa) di molte strutture ormai obsolete a rischio sicurezza per i condomini.

Di questa brutta faccenda se n’è fatto carico il capogruppo comunale del Partito Democratico Federico Benini. Ultimo politico intervenuto solo in ordine di tempo. “I cittadini  – dichiara il consigliere– scrivono, protestano e manifestano pubblicamente ma non ottengono nessuna risposta”. Benini mette il dito nella piaga e cita gli scandalosi casi di via Agrigento dove un intero palazzo subisce problemi da parte di personaggi che registrano un disagio sociale. Stessa situazione in via Sicilia.

Benini non fa solo il consigliere comunale, ma anche un po’ il nostro mestiere… Fotografa, filma e registra. Alcuni casi di cattiva manutenzione al limite della sicurezza e di disturbo di interi palazzi sono arrivati anche tramite esposto alla Procura della Repubblica.

Insomma l’Agec sopravvive nel caos. Il sindaco Sboarina che è partito per il suo tour di controllo nei quartieri dovrebbe occuparsi anche di queste problematiche che coinvolgono centinaia di veronesi. Soprattutto sarebbe utile che accertasse chi abita veramente nelle case del Comune.

Ci sono poi gli atti vandalici, come avvenuto al Saval, dove cantine e garage diventano luogo di soggiorno e scorribande. Il tutto registrato da telecamere di videosorveglianza. Niccolai tace e quindi, indirettamente, acconsente.

Senza contare il caso di via Faliero, dove gli scantinati sono diventati dei veri e propri “oppifici” e vi stazionano, senza che i vertici di Agec intervengano, spacciatori, sbandati e tossicodipendenti. A dimostrare tutto questo ci sono dei video realizzati dagli inquilini che certificano lo scasso delle cantine, diventati dormitori, con tanto di materassi e comodini.

I residenti vivono da tempo nella paura e nel disagio, soprattutto per i loro figli e per gli anziani. Il territorio Agec è diventato terra di nessuno. L’unico segnale che arriva dall’ingegner Niccolai & company è che stanno studiando un sistema di vigilanza. Sta di fatto che, come scrive il consigliere del Pd, “Il tutto è paragonabile alle favelas brasiliane o alle fognature di Bucarest, non di adesso ma degli anni ‘90”.


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