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Sboarina “Fratello” d’Italia

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Il sindaco non si “sbattita” più. La sua adesione al partito di Giorgia Meloni è praticamente cosa fatta. Lui lavora per realizzare il suo sogno, cioè il secondo mandato da primo cittadino. Per quattro anni ha amministrato questa città ma i risultati sono, agli occhi di tutti, abbastanza scadenti. Ma non è solo colpa sua. Le responsabilità cadono sulla squadra non all’altezza e, per destino della storia, sulla pandemia dovuta al Covid-19.

L’appoggio incondizionato del quotidiano L’Arena non gli è bastato, non gli basta e non gli basterà (vedi operazione Agsm A2A). Federico Sboarina non è una persona cattiva, è stato feroce solo quando ha dovuto fare di necessità virtù. Lo abbiamo visto con Michele Croce (quando si è opposto all’incorporazione di Agsm in A2A), con Edi Maria Neri e con i passaggi dei consiglieri in una campagna acquisti che la storia politica di Verona non ricorda.

Sboarina è una persona intelligente e smaliziata e ha capito bene, da anni di esperienza politica, che la sua candidatura “bis” a sindaco di Verona non è benvista da una parte dei suoi alleati ed è ad alto rischio di riconferma. Ecco allora la decisione di entrare in Fratelli d’Italia alla cui leader Giorgia Meloni non dispiacerebbe avere un sindaco suo. Però scalpita anche il presidente del Consiglio comunale Ciro Maschio, oggi parlamentare. Da canto suo la Lega rinuncerebbe ad un sindaco leghista a Verona per avere un suo candidato nella città del santo cioè Padova.

Ecco allora che Sboarina entrando in Fratelli d’Italia avrebbe la possibilità di un forte appoggio da parte della coalizione di centrodestra ma non la certezza della vittoria. E così si è giustamente preparato un’alternativa. Alla fine potrebbe rinunciare alla seconda candidatura a sindaco, con paracadute però, nel prossimo parlamento con Fratelli D’Italia, garantendosi così una sopravvivenza politica e la possibilità di proseguire la sua attività nella coalizione di centrodestra.

ci si pone a questo punto una domanda: chi lo sostituirà? Chi sarà mai l’esponente di centrodestra o magari trasversale super partes al di fuori della politica che avrà il coraggio di contrapporsi alla candidatura che registra secondo i sondaggi grande consenso dell’ex sindaco Flavio Tosi? Di Michele Croce? Di Damiano Tommasi?

Pare che esista un nome super partes che farebbe furori. Dipende se questa persona, molto conosciuta in città e dal curriculum prestigioso, avrà il coraggio di mettere la faccia nell’arena politica che oggi, a Palazzo Barbieri, è composta da persone competenti ma lontane mille miglia dai politici del passato. Da quei padri nobili citati nelle sue interviste, dal Senatore Massimo Ferro, capaci di portare Verona a un nuovo rinascimento. Quelle persone che Mario Puliero, direttore di Telearena, definisce “illuminate e che dovrebbero guidare la ripartenza dalle macerie della nostra Verona con scelte lungimiranti”. E’ quello che si augurano i veronesi e le mille e più imprese che operano nella nostra provincia.


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