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“Verona 2040. Scenari strategici per lo sviluppo di Verona e del suo territorio”, le reazioni della politica alle parole di Bauli

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Gli esponenti della politica veronese condividono a pieno il pensiero del presidente di Confindustria Michele Bauli che, alla presentazione di ieri dello studio “Verona 2040. Scenari strategici per lo sviluppo di Verona e del suo territorio”, spiega che alla nostra città servono una visione d’insieme e obiettivi comuni.

La ricerca, promossa da Confindustria Verona e Ance Verona e realizzata da Cresme, offre una rappresentazione puntuale del territorio della nostra provincia e della sua futura evoluzione demografica, a cui sono collegati tutti scenari economici e sociali della Verona del futuro.

“Un’indagine accurata che offre molti spunti interessanti per progettare la Verona del futuro – dichiara il sindaco Federico Sboarina –. Il futuro del nostro territorio è una partita che si vince insieme con l’impegno di tutte le istituzioni. La nostra città si trova ad uno snodo storico importante, dobbiamo adesso avviare una nuova rinascita come quella che fu fatta dai nostri padri negli anni ’50 e ’60. Mi riferisco alla rigenerazione del territorio e al rafforzamento dei suoi asset più importanti, come la Fiera, l’Aeroporto o la Fondazione Arena”.

“Ambiente e rinascita urbana – spiega il sindaco – sono priorità su cui stiamo lavorando e che trovano concretezza attraverso la stesura della Variante 29, il progetto del Central Park, di cui scadono oggi i termini del bando effettuato da Fs per la selezione degli operatori economici, ed il piano allargato per la mobilità sostenibile che punta, oltre alla risoluzione di molte della attuali criticità viabilistiche cittadine, alla generazione di una mobilità dolce. Sul fronte della politica industriale ricordo il raggiungimento, durante questo anno di pandemia, della fusione per incorporazione delle società AIM-AGSM, che ha dato vita alla nuova società AGSM AIM S.p.A. Una svolta epocale per le città di Verona e Vicenza, che con questa operazione sono diventate più forti e competitive nel mercato dell’energia. Anche se molto è stato avviato, ancora non ci basta. Tante sono le sfide che ci attendono e sui cui è necessario portare avanti un lavoro di squadra forte e coeso”.

Sul tema interviene anche il leader di Prima Verona, l’avvocato Michele Croce, che in un post su Facebook scrive: “Lo studio fatto fare dagli industriali e dai costruttori di Verona è importante. Ricorda a tutti la necessità di dare alla città una visione di sviluppo, che oggi non ha. Ovvero che Verona vorremmo abitare nel 2050: città vetrina stile Venezia, città industriale manifatturiera stile Brescia, città innovation hub stile Milano o città sostenibile stile Copenaghen? Sono scelte importanti, che dovrebbero partire dal presente per indirizzare il futuro”.

“Assistiamo invece al vuoto e Bauli giustamente lo fa notare – prosegue Croce -. E così ogni settimana ci vengo presentati i fantasiosi progetti della c.d. Variante 29, senza un disegno complessivo e non ancora valutati né ovviamente approvati dalle commissioni e dal consiglio comunale. Si celebrano anche i fallimenti, come i lavori di chiusura dei cantieri di un’opera (Filobus) ferma e incompiuta, per la quale non si sa ancora cosa il Sindaco intenda fare, ma ha permesso che venissero spesi più di 10 milioni di euro di soldi nostri. Per non parlare dello stadio alla messicana, priorità sua non certo della città”.

“Una visione della città che oggi infatti manca – dichiara l’ex sindaco Flavio Tosi, citando le parole di Bauli – certamente l’attuale Giunta e l’attuale Sindaco sul piano politico-amministrativo procedono un po’ giorno per giorno, senza un ragionamento e una progettualità di lungo respiro. Non a caso lo studio di Cresme commissionato da Confindustria e Ance attesta una Verona indietro nelle tre partite strategiche del futuro: infrastrutture, innovazione e welfare-qualità della vita; e certamente il dato non è una buona premessa alla vigilia della destinazione dei fondi europei, fondi condizionati alla capacità progettuale”.

“La città – prosegue Tosi – deve tornare a correre, evidentemente non può farlo con un Sindaco che in questi anni non si è mai occupato, come avrebbe dovuto, dei suoi asset più importanti – vedi aeroporto Catullo e Fiera – ha provato a svendere Agsm a Milano e non ha saputo concretizzare ciò che gli abbiamo lasciato in eredità nel 2017, in primis la Variante 23 sullo sviluppo della città, poi l’ex Arsenale e anche l’Ikea, il cui insediamento avrebbe fatto da traino ad altri grandi investimenti internazionali”. “A Sboarina – continua Tosi – purtroppo è mancata proprio l’attitudine che Bauli ha voluto richiamare: la capacità di fare squadra e di costruire alleanze strategiche al di fuori del nostro bacino”.


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Redazione
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