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Confcommercio e la critica al nuovo Decreto Covid: i commenti di Arena, Cavara e Artelio

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Qualcuno ci dovrebbe spiegare perché all’inizio della pandemia il pericolo era uscire, e ci hanno dovuto rinchiudere in casa, invece adesso è in casa e fuori ci si contagia meno. Qualcun altro ci dovrebbe spiegare perché con il nuovo Decreto Covid si può pranzare e cenare all’aperto e non al chiuso quando, con asporto e servizio mensa, era l’esatto contrario. Qualcun altro ancora dovrebbe spiegarci perché il Covid fino alle ore 22 non colpisce, dopo invece, come Dracula, ci succhia e ci avvelena. Per non fermarci qui ci sarebbe da spiegare perché in settori protetti con distanziamento, vedi l’Arena di Verona, il Teatro Romano e parchi divertimento, tutto deve rimanere bloccato, con danno tra un po’ irreparabile dei settori, esplosione della disoccupazione e disperazione degli imprenditori delle varie categorie.

Sull’argomento intervengono con durezza Paolo Arena, presidente di Confcommercio Verona, il presidente di Federalberghi Verona, Giulio Cavara e il presidente di Fipe Confcommercio, Paolo Artelio.

Con questo provvedimento il turismo viene decapitato anche quest’anno: è irragionevole fissare un numero massimo di 1.000 spettatori per gli spettacoli all’aperto e continuare con il coprifuoco  alle 22, imponendo di fatto lo stop agli eventi serali e demolendo  l’intera programmazione areniana per l’estate 2021, a poche settimane dall’avvio della stagione lirica ed extralirica, per la quale era stato approntato un minuzioso piano per garantire l’accesso a 6mila spettatori”. E’ il commento di Paolo Arena, presidente di Confcommercio Verona, al Decreto Legge che fissa le regole dal 26 aprile al 31 luglio. “Le aspettative degli operatori, dopo più di un anno da incubo erano decisamente maggiori e migliori, urge intervenire e modificare subito il provvedimento che ci sta penalizzando anche agli occhi dei turisti esteri”, aggiunge Arena. “Rischiamo di essere tagliati fuori dalle destinazioni turistiche quest’anno e, di conseguenza, in futuro”.

Il presidente di Federalberghi Confcommercio Verona e vicepresidente regionale della federazione Giulio Cavara parla senza mezzi termini di “grande frustrazione e rabbia della categoria“: “Altro che Decreto ripartenza, questo per il turismo è un decreto fallimento… Le regole sono addirittura peggiorative rispetto all’estate dello scorso anno. E fissare un tetto di mille persone per gli spettacoli a fronte dei 6000 ipotizzati nella massima sicurezza per l’Arena significa certificare il fallimento dell’estate 2021”. 

“La conferma del coprifuoco alle 22 come si coniuga con lo svolgimento degli spettacoli serali?”, si chiede Cavara. “Andrebbe spostato alle 24″. Insomma, regole più rigide rispetto a un anno fa, ostacoli ovunque, e un coprifuoco che non lascia spazio di manovra: così le riaperture saranno più difficili. “Le limitazioni imposte all’offerta della ristorazione, possibile in questa prima fase solo per chi dispone di spazi esterni, fa camminare con una gamba sola quegli alberghi che non dispongono di ristorazione interna, in particolare nelle città d’arte come Verona dove le difficoltà aumentano ulteriormente per la mancanza spesso di plateatici a disposizione”, prosegue il presidente di Federalberghi Verona. 

“La speranza è quella di veder scendere ulteriormente la curva dei contagi, che nelle prossime settimane si possa registrare un progressivo miglioramento della situazione pandemica e che le restrizioni ancora in atto possano essere ulteriormente allentate, parallelamente a una ripresa della campagna vaccinale”.

“Per bar e ristoranti, al chiuso – dice infine il presidente di Fipe Confcommercio Verona Paolo Artelio – la data del primo giugno è troppo in là: riaprano il prima possibile e per tutto il giorno, posticipando il coprifuoco alle ore 23. La ripartenza deve essere reale, non solo a parole“.


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