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“La storia di genere: percorsi, intrecci, prospettive”, all’ateneo l’ottavo Congresso della Società Italiana delle Storiche

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La storia di genere: percorsi, intrecci, prospettive”. Si intitola così l’ottavo congresso della Società Italiana delle Storiche, il gruppo di studiose che dal 1989 si batte con l’obiettivo di promuovere la ricerca storica, didattica e documentaria nell’ambito della storia delle donne e della storia di genere. Tra gli obiettivi della società c’è quello tra l’altro di promuovere concetti e categorie nuove nella ricerca e nella didattica della storia che, anche attraverso una diversa conservazione documentaristica, promuovano, appunto, la storia delle donne.

L’ottavo congresso della società, organizzato in collaborazione con l’università di Verona, si svolgerà online dal 9 al 12 giugno con circa 180 relatrici e relatori provenienti da diversi atenei e centri di ricerca italiani, europei ed extraeuropei. Nei diversi incontri si discuteranno temi e categorie interpretative proprie della storia delle donne e di genere e ci si confronterà sui nuovi orientamenti storiografici in un’ottica pluridisciplinare.  

Ad aprire la settimana di incontri, mercoledì 9 giugno, alle 17, saranno i saluti di Donata Gottardi, prorettrice di ateneo, Alessandra Cordiano, presidente del Cug, comitato unico di garanzia, la presidente della Società Italiana delle Storiche, Raffaella Sarti, e Marina Garbellotti, coordinatrice del Comitato scientifico, del Comitato organizzatore del Congresso, docente di Storia moderna di Ateneo e membro del Direttivo della Sis. Seguirà la lectio magistralis di Joanna De Groot, nota iranista dell’University of York, Regno Unito, “The Space of Gender and the Gender of Space: some Thoughts from a Historian of Nineteenth Century Iran”, un omaggio della Sis alla memoria di Anna Vanzan, iranista, componente del direttivo della Società dal 2014 al 2018, e della redazione della rivista Genesis dal 2018, prematuramente scomparsa nel 2020.  

Il Presidente della Repubblica ha attribuito al Congresso una medaglia, premio di rappresentanza, in considerazione del rilevante interesse culturale e scientifico. 

Gli interventi, organizzati in 44 sessioni parallele, coprono un arco cronologico che si estende dall’antichità alla contemporaneità e si riferiscono a una molteplicità di contesti geo-politici e culturali (Europa, Americhe, Medio ed Estremo Oriente, Africa) analizzati con approcci che focalizzano l’attenzione su realtà locali, nazionali, transnazionali e globali. Dall’analisi di corpi alle voci e scritture femminili, dalla critica al binarismo alla costruzione di modelli di genere, dal lavoro nelle sue diverse declinazioni alla sfera del sacro, dagli spazi urbani alle miniere, dalle migrazioni e mobilità alle prospettive coloniali, dalle varie forme dell’agency individuale a quelle dell’agire collettivo, dai diritti di cittadinanza ai femminismi e ai movimenti ambientalisti, dai linguaggi politici e dalla propaganda alle autobiografie e percezioni di sé, dalle emozioni alle rappresentazioni del femminile.   

Il Congresso nasce dalla collaborazione della Sis con l’università di Verona, grazie al Comitato unico di Garanzia, Cug, al dipartimento di Culture e civiltà, al dipartimento di Scienze giuridiche e al dipartimento di Scienze Umane e con il coordinamento di Marina Garbellotti. Inoltre, il Congresso beneficia del contributo della Giunta Centrale per gli Studi Storici, della Libera Università di Bolzano, di IVRES – Associazione veronese di documentazione, studio e ricerca – Biblioteca e archivio storico, della Cgil regionale del Veneto, di Spi-Cgil Veneto.  

La cittadinanza è invitata a partecipare ai lavori che si terranno sulla piattaforma Zoom. Per seguire i singoli panel sarà sufficiente iscriversi ai rispettivi link pubblicati sul sito della Sis e sul sito di ateneo, nella pagina dedicata all’evento.


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