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Sciopero nazionale contro l’applicazione dell’art. 177 del Codice degli Appalti, anche Verona scende in piazza – video

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Oggi, mercoledì 30 giugno, i lavoratori dei settori dell’elettricità, del gas e del ciclo dei rifiuti sono scesi in piazza per protestare contro l’applicazione dell’art. 177 del Codice degli Appalti che obbliga le aziende concessionarie a esternalizzare l’80% delle attività con importo superiore ai 150 mila euro, anche nei casi in cui queste vengano svolte dal proprio personale. In sostanza la norma impatta pesantemente sui costi economici, obbligando le aziende a spezzettare rapidamente il servizio con gare al ribasso. 

Lo sciopero nazionale è stato indetto dalle segreterie nazionali di Flaei e Femca Cisl, Filctem Cgil e Uiltec Uil. Presente a fianco dei lavoratori in piazza Dante, davanti alla Prefettura, anche l’ex presidente di Agsm, leader di Prima Verona Michele Croce.

Abbiamo intervistato i rappresentanti delle sigle sindacali e a gran voce chiedono che si intervenga immediatamente per evitare il disastro in un settore che faticosamente, nonostante la crisi, ha continuato a lavorare e a offrire servizi importanti: “Scioperiamo perché vogliamo salvaguardare i posti di lavoro di tutti i dipendenti di queste aziende. E’ un articolo sbagliato, di una legge corretta, che mette a repentaglio il futuro del Paese distruggendo le sane aziende dei servizi pubblici”.

“In sostanza – proseguono – la norma impatta pesantemente sui costi economici, obbligando le aziende a spezzettare rapidamente il servizio con gare al ribasso. Una destrutturazione dell’intero comparto che, invece, negli anni ha visto crescere soggetti industriali capaci, con l’apporto fondamentale di professionalità importanti, di affrontare le sfide del futuro per garantire diritti ai cittadini e ai lavoratori”.


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