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A Verona si chiude l’VIII edizione del Festival della Bellezza nel segno di Dante

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L’ottava edizione del Festival della Bellezza, dedicata a “Dante e l’espressione poetica”, si configura tra le più prestigiose e originali proposte per ricordare il Sommo Poeta a 700 anni dalla morte, con 30 eventi, da luglio a dicembre, connessi tra loro in luoghi danteschi, città d’arte e siti Unesco introdotti e ispirati da un verso dantesco.

Dante, Poeta. Ogni altra specificazione è riduttiva. La poesia più ancora che esprimere plasma. Le grandi opere epocali sono educazione sentimentale, aprono visioni, inventano sensibilità, segnano l’immaginario con situazioni archetipiche, figure iconiche. L’estetica della rappresentazione imprime la sottigliezza dello spirito – spiega il direttore artistico Alcide Marchioro -. Dell’esser poeta Dante è massimo emblema, sommo da fuggiasco. Il nostro percorso poetico tocca la città natale e della donna fatale, si sofferma a lungo al primo refugio e poi va per la coeva urbs picta, nel Teatro Olimpico, poesia nella poesia, sull’isola del soggiorno del poeta-santo, nella città del poeta-profeta, nella villa foscoliana, da D’Annunzio sul lago. Nel tragitto s’incrociano musica e parola poetica, hegelianamente le forme più idonee all’espressione dello spirito, anche nella sua ironica sorte. Un viaggio che è una sorta di ritorno a casa. Se il linguaggio è la ‘casa dell’essere’, Dante ci ha donato un palazzo in grande stile, in larga parte trascurato ma a cui ci si approssima sempre con rinnovato stupore per l’impressionante magnificenza, anche nelle stanze più recondite e quotidiane della vita. Avvicinarsi è avvicinarsi a noi stessi, alla nostra possibilità di bellezza, al privilegio immenso di scoprirsi creature di un genio”.

Mercoledì 15 settembre, nell’ultima serata veronese, il “Festival della Bellezza” ha ospitato Massimo Recalcati al Teatro Romano per un doppio evento, alle 18.30 e alle 21.30: con Il Trauma della Bellezza, idealizzazione e desiderio, lo psicanalista, scrittore e comunicatore, muovendo da affascinanti idee dantesche ha condotto il pubblico in riflessioni e approfondimenti sulla dimensione spirituale dell’apparenza.

Il Trauma della Bellezza, idealizzazione e desiderio

Dli occhi suoi, come ch’ella li mova,
escono spirti d’amore inflammati,
che feron li occhi a qual che allor la guati,
e passan sì che ’l cor ciascun retrova

(Vita Nova)

La dimensione spirituale dell’apparenza.
Lo sguardo trafitto, ogni lingua si silenzia e trema.
“L’attesa è un incantesimo. Tutto è solenne: non si ha il senso delle proporzioni”.
Tra esperienza e ispirazione s’insinua, inquieto, il mistero.
Sono tutti sacri i mostri del desiderio.


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