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Degrado a Porta Vescovo, se ne parla in commissione Sicurezza

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Cibo abbandonato che genera sporcizia e attira topi, bivacchi utilizzati anche come gabinetti a cielo aperto, spaccio e consumo di droga. Porta Vescovo e le scale del sottopassaggio chiuso limitrofo sono in balia di persone senza fissa dimora, spesso con gravi problemi psichiatrici e di dipendenze.

Il comandate Luigi Altamura ha portato i numeri degli interventi della Polizia locale: “125 sono quelli dall’inizio dell’anno, a cui si aggiungono i 96 di Amia. 72 sono le persone identificate e 51 i verbali che non verranno mai pagati. La nostra risposta è sempre immediata e faccio ancora una volta appello ai cittadini a chiamare le forze dell’ordine quando si presenta una situazione contro la legge. Purtroppo, torno a ribadire, queste persone sono inespellibili perché non ci sono strumenti legislativi efficaci”.

Il presidente della Commissione consiliare sulla Sicurezza, Andrea Bacciga, al riguardo si è preso l’impegno per organizzare una commissione ad hoc sul vuoto legislativo. Un appello da portare poi a Roma, visto che il problema è a carattere nazionale e coinvolge tutte le province italiane.

Francesco Chiantera, presidente del Museo della Radio, collegato in videoconferenza, in diretta ha mostrato le immagini di tre persone nel sottopassaggio chiuso intente ad assumere sostanze stupefacenti: “La situazione è pesante e drammatica – ha spiegato continuando a riprendere il circondario –. Come vedete, il cibo abbandonato a terra adesso è il pasto per i piccioni, poi arriveranno anche i topi. La zona versa in stato di abbandono ed è poco illuminata e così questi personaggi fanno quello che vogliono. – il video in diretta fa vedere anche le finestre di Porta Vescovo –. Le nicchie con le griglie sono in condizioni dignitose mentre quelle senza hanno i vetri rotti e sul davanzale c’è sporcizia. I vetri rotti delle finestre permettono a topi e piccioni di entrare. Mi chiedo invece perché non venga riaperto il sottopasso che ora viene utilizzato come bagno”. Nel frattempo, una pattuglia della Polizia locale, allertata dal comandante Altamura, si era recata per fare controlli sulle persone segnalate da Chiantera.

Bacciga ha risposto che il sottopasso, per una serie di problematiche interne, non è più accessibile ma che può essere murato definitivamente. E anche il comandante Altamura ha concordato sulla sua chiusura permanente.

Riguardo al cibo abbandonato è intervenuto il presidente della Ronda della Carità Luigi Sperotto. Bacciga, nel ringraziarlo per il fondamentale lavoro sociale dell’associazione ha chiesto se è possibile individuare le persone che si fanno dare i pasti per poi buttarli a terra senza nemmeno consumarli.

“Nel breve tempo della distribuzione non siamo in grado di fare un censimento delle persone a cui diamo il cibo – ha spiegato Sperotto –. E i nostri volontari non possono nemmeno negare il pasto a chi si presenta davanti. Come sapete, molte delle persone che vivono per strada soffrono di dipendenze e di patologie e i volontari di fronte a una persona con un problema di alcolismo possono rischiare l’incolumità per un “no” che potrebbe far scatenare una reazione violenta”.

La Ronda della Carità è una realtà importante per le persone ai margini della città, oltre ai pasti, tra i 200 e 240 durante la sera, si occupa, tra le altre cose, anche di fornire coperte e di riparare le biciclette.

“In merito al cibo della Ronda abbandonato a Porta Vescovo – ha continuato Sperotto – spiace che possa portare a questo tipo di disagio. Va evidenziato che purtroppo accade che ci siano persone che non hanno l’attenzione che ci si aspetta. Nella stragrande maggioranza sono individui a modo che puliscono. Certi sono indifendibili ma d’altra parte noi facciamo quello che possiamo. Per esempio, se potessimo avere delle mense in più per ridurre al minimo la consegna del cibo per strada, oltre a quella in Via Campo Marzo. Stiamo chiedendo da tanto tempo di rendere disponibili i bagni pubblici, doccia compresa, per persone senza dimora, perché i dormitori sono pieni. Inoltre sarebbe utile il posizionamento nelle tre tappe più importanti e numerose della consegna – Porta Vescovo, di fronte alla Fiera e a Borgo Roma – di cassonetti più capienti. Se sempre più persone vivono per strada – ha concluso –, le istituzioni devono farsi una domanda. Ci occupiamo anche di inserimento nel mondo del lavoro di alcuni di loro con progetti di formazione per dare loro un futuro”.


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