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Amia ‘in house’ entro la fine dell’anno: per Sboarina è “un’operazione necessaria”, mentre restano critiche le opposizioni

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Il tempo stringe per il project financing di Amia, a cui seguirà la revoca definitiva che darà il via al percorso per mantenere ‘in house’ la raccolta dei rifiuti e la cura del verde. Entro fine anno si giungerà infatti all’affidamento diretto al Comune, operazione che, per l’Amministrazione, permetterà di salvaguardare l’azienda e centinaia di posti di lavoro, oltre che rendere sempre più efficiente il servizio. La Giunta comunale ha approvato lo stop decisivo al project, che giovedì sarà all’ordine dei lavori del Consiglio comunale per il voto finale. La prima sospensione del project era stata votata dall’aula, già nel febbraio 2018, con la mozione numero 168 (primo firmatario il consigliere Mauro Bonato), che ha raccolto il voto unanime dei trenta consiglieri presenti, assenti alla votazione i membri della Lista Tosi e Gruppo Fare.

“Con la revoca del project di Amia, diamo il via al percorso per arrivare entro fine anno all’in house – ha detto il sindaco Sboarina-. È un’operazione necessaria per garantire l’efficienza del servizio, del quale usufruiscono 260 mila veronesi, così come il futuro dell’azienda pubblica e la tranquillità dei circa 600 dipendenti, e quindi di altrettante famiglie. Un percorso sostenibile dal punto di vista economico-finanziario per il Comune di Verona. Una svolta per tutti quei lavoratori che dal 2013 vivono nell’incertezza. La raccolta rifiuti e la gestione del verde devono rimanere della città, non possiamo correre il rischio che una gara li metta in mano a società diverse. Ci saremmo trovati a dover scegliere se perdere la nostra azienda o se esborsare cifre milionarie per affidare il servizio ad Amia. Un dramma occupazionale o economico”.

“Dopo l’esame e la votazione in Consiglio comunale, scatterà il timer per l’in house – ha spiegato l’assessore Bianchini -. Si procede verso una nuova strada, condivisa da tutti. Già in febbraio e maggio scorso, infatti, i consiglieri hanno approvato la sospensione del project. Ora si va verso la tutela della nostra azienda e dei lavoratori. Abbiamo già avviato gli incontri con il gruppo Agsm-Aim per predisporre il percorso che ci porterà, entro la fine dell’anno, all’affidamento diretto. Stiamo studiando lo stesso piano di azione anche per Serit”.

“L’ennesima conferenza stampa del sindaco Sboarina che non dice nulla sul futuro di Amia con la solita sequela di accuse alla precedente amministrazione e non prefigura in maniera chiara quello che sarà il futuro di Amia – afferma il Consigliere comunale di Sinistra in Comune Michele Bertucco -. Noi pensiamo che lo scorporo da Agsm-Aim dei soli lavoratori Amia con l’esclusione degli immobili e dei mezzi di lavoro configura una soluzione che, se confermata, sarebbe pasticciata e pericolosa. Non è questo ciò che si intende quando si parla di riportare una società ‘in house’, e non è questo ciò che era stato raccontato ai lavoratori. La newco che nascerebbe con il conferimento dei soli lavoratori, si configurerebbe come una sorta di impresa di intermediazione di manodopera, entrando così in un campo giuridico specifico regolato da regole particolari i cui rapporti con il resto dell’azienda che resterebbe in corpo ad Agsm-Aim non sono ben chiari. La newco continuerà a lavorare prendendo in affitto mezzi e immobili Amia?”

Critico anche il consigliere del Pd Federico Benini: “Se la soluzione del project financing non fosse stata di per sé pessima, verrebbe da dire che i dipendenti Amia sono passati dalla padella di Tosi alla brace di Sboarina. Di fatto l’unica cosa certa è che non ci sono certezze per il futuro di questa azienda, il ritorno in house di Amia si presenta per i lavoratori e le lavoratrici Amia come un salto nel vuoto senza paracadute. L’amministrazione infatti non esclude la possibilità di scorporare dal gruppo Agsm-Aim soltanto la manodopera, creando così due società che sarebbero due involucri semi vuoti”.
 
“Che lo scorporo di Amia o di una sua parte costi mille euro, due milioni o trenta milioni di euro, l’amministrazione dovrà anche spiegare come intende rifondere il gruppo Agsm-Aim della menomazione, se in denaro oppure scendendo nel capitale sociale del gruppo. Ma a tutto questo il Sindaco non ha risposte lasciando nell’incertezza centinaia di famiglie”, conclude Benini.


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