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Recupero ex Scalo Merci: presentato in Comune il ‘Parco Arena”, Bertucco: “Verdi pascoli? Ma chi vogliono prendere in giro?”

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Ieri mattina in Comune è stato presentato il Parco Arena il concept sul quale sarà realizzata la trasformazione dell’ex Scalo Merci in uno dei più grandi parchi d’Europa. Un immenso polmone verde che cambierà il volto della città, almeno così spiega l’Amministrazione, anche se dall’opposizione non tutti sono d’accordo.

Il progetto è stato presentato da Signa Group, sviluppatore immobiliare tra i più importanti d’Europa, che si è aggiudicato la gara indetta lo scorso gennaio da Ferrovie dello Stato per la trasformazione dell’area dell’ex Scalo Merci di Porta Nuova. Adesso il gruppo dovrà occuparsi dei 450 mila metri quadrati dell’area.

Sarà ora la concertazione tra istituzioni, in primis Comune, Regione e Ferrovie dello Stato, a dialogare con i professionisti incaricati da Signa per definire nel dettaglio il progetto del grande parco, fermo restando le destinazioni e le volumetrie stabilite nel Masterplan. In questo progetto dovrebbero essere coinvolti anche i cittadini, in virtù di una progettazione basata sulla persona e sui suoi bisogni.

Elementi centrali del concept saranno la sostenibilità; la connessione nord-sud della città non solo attraverso il parco ma anche attraverso nuovi percorsi ciclopedonali e larghi camminamenti in stile ‘promenade’, a vantaggio anche della fiera e della zona produttiva di Verona sud. La parte edificata, secondo quanto sostenuto dall’Amministrazione, occuperà solo il 14% della superficie totale, sarà funzionale al parco stesso, un contributo volumetrico necessario per la sostenibilità economico finanziaria dell’opera ma anche il presidio dell’intera area verde.

Signa Gruop ha immaginato l’area come un grande ovale verde, a nord la stazione di Porta Nuova che con l’Alta Velocità sarà sdoppiata e unita attraverso una grande piazza ipogea al di sotto delle infrastrutture per collegare i quartieri; a sud il Fondaco’, ovvero uno spazio dove delocalizzare servizi per liberarli da luoghi non più funzionali, anche in via temporanea; all’interno tante e diverse attività da definire durante la fase partecipativa, insieme alla loro gestione; tutto intorno un anello circolatorio per rendere più veloce e meno impattante il traffico veicolare di attraversamento interno al parco e di arrivo alla nuova stazione di Verona Porta Verde.

Ora si punta a tradurre in variante urbanistica il contenuto del concept e, se possibile, anticipare i tempi di realizzazione dell’opera a prima del 2026, termine fissato dall’Amministrazione quando Verona sarà città olimpica.

“Oggi c’è l’operatore economico – ha detto il sindaco Sboarina – ed è il più grande sviluppatore immobiliare a livello europeo, una garanzia di solidità, che non solo certifica l’attrattività del territorio nonostante il contesto storico legato alla pandemia, ma che ci permette di dare avvio al conto alla rovescia per la realizzazione dell’opera. La deadline resta il 2026, ma non escludo che vista la velocità con cui abbiamo impostato il processo di recupero dell’area e il livello dell’investitore, si possano addirittura anticipare i tempi. Si entra ora nel vivo di ciò concretamente diventerà il grande parco urbano tra il centro e Verona sud. Mi preme sottolineare che il contributo edificatorio sarà non solo necessario per la sostenibilità economico finanziaria dell’opera, ma sarà legato alle funzioni del parco e alla filosofia alla base del progetto. Una visione capovolta rispetto a quanto accaduto in passato”.

Di parere opposto è invece Michele Bertucco, consigliere comunale di Sinistra in Comune che dice: “Quelle fatte circolare dal Sindaco Sboarina che ritraggono verdi pascoli al posto dell’ex Scalo merci della Stazione di Porta Nuova sono immagini di distrazione di massa incompatibili con un progetto di recupero economicamente sostenibile”.

L’80% di verde, infatti secondo Bertucco, sarebbe smentito perfino dal contenuto della manifestazione di interesse: “La presentazione del “concept” vincitore della manifestazione di interessi è stata al più una grottesca promozione pubblicitaria per Signa che si è comprata l’area dell’ex manifattura tabacchi tirandosi dietro anche il tracciato del filobus”.

“Se poi è vero, come è stato detto, che si rinuncerà alla due torri, giocoforza l’urbanizzazione dell’ex scalo necessaria per rendere sostenibile economicamente il recupero del sito dovrà estendersi in orizzontale. Rimandata anche la questione della bonifica – dice ancora il consigliere -. Sono tutte promesse che l’amministrazione non può mantenere: la stessa assessora Segala ha detto che il primo progetto reale sarà pronto non prima della fine del 2022”.


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