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In Veneto è boom di cavalli, Verona è la seconda provincia per attività equestri

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Sono 23.407 i cavalli in Veneto, utilizzati non solo negli sport equestri ma sempre più anche per attività legate al mondo agricolo, che li sta valorizzando negli agriturismi, per l’ippoterapia e il turismo equestre in generale. Attività che stanno ripartendo dopo i mesi di lockdown e che spiegano il grande interesse legato a Fieracavalli, che si aprirà giovedì 4 novembre a Verona.

Secondo i dati aggiornati a ottobre dell’Anagrafe Equidi il numero degli esemplari ha superato quota 500.000 e il Veneto è la settima regione italiana per equidi, con 31.258 esemplari tra cavalli, asini, muli, bardotti e zebre, dopo Lombardia (60.701), Lazio (56.459), Sicilia (49.073), Piemonte (39.992), Emilia Romagna (36.246) e Toscana (31.364). I cavalli impiegati in regione negli sport equestri sono 2.500, con trend in forte crescita rispetto ai 2.236 dell’anno scorso, mentre sono una trentina le aziende agrituristiche con attività di equitazione, come i corsi, la visita ai maneggi e le passeggiate a cavallo. È la provincia di Padova la regina in ambito equestre, con 7.300 equidi di cui 5.834 cavalli e 1.417 asini. Segue Verona con 6.273 equidi, di cui 5.171 cavalli e 1.074 asini. Quindi Vicenza con 5.892, Treviso con 5.876, Belluno con 2.996 e Venezia con 2.921.

“C’è molto interesse per Fieracavalli dopo un anno di stop e perciò saremo presenti con un nostro stand – sottolinea Lodovico Giustiniani, presidente di Confagricoltura Veneto -. Durante la scorsa estate la vacanza verde negli agriturismi è stata molto gettonata e il cavallo, oltre ad altri animali delle fattorie, è stato protagonista. Attorno al cavallo, in Italia, lavorano tra le 40.000 e le 50.000 persone, con una linea ascendente soprattutto nelle attività legate all’agricoltura, dato che oltre 35.000 aziende agricole allevano equidi, di cui circa 3.000 come attività prevalente. L’allevamento di razze apprezzate in tutta Europa registra un grande sviluppo  e perciò va posta una crescente attenzione a questo settore: nelle esportazioni, infatti, un terzo del valore è dato da cavalli riproduttori di razza pura. L’equiturismo sarà, secondo le proiezioni, una delle forme di turismo esperienziale più richieste nei prossimi anni, sia per esplorare il paesaggio che per vivere vacanze eco-friendly. Occorrerà, perciò, mettere in atto una maggiore collaborazione tra il mondo sportivo e quello agricolo sia in termini di allevamento che di attività turistico-ricettiva”.

Verona, come il resto del Veneto, è specializzata in allevamenti di cavalli da trotto per le gare, ma il cavallo viene sempre di più utilizzato per il turismo equestre. Andrea Pretto, allevatore di cavalli a Zimella, ha 27 cavalli, in gran parte fattrici, per puledri sia per salto a ostacoli o da tiro pesante rapido, cioè da lavoro. “C’è una grande richiesta di escursioni a cavallo – spiega – sia da parte di gruppi che da famiglie, oppure per eventi speciali come matrimoni e anniversari. In crescita anche il lavoro con le visite didattiche per le scolaresche, facendo fare dei giri con i cavalli e mostrando i lavori che si facevano una volta nei campi con gli equidi. La gente ama anche le gite in carrozza per ammirare la campagna, le antiche ville, i casolari e le corti rurali. C’è voglia, soprattutto, di contatto con l’animale, in uno spazio che ne garantisca il benessere, la cura e la bellezza”.


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