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Corte Bentivoglio: intitolata una via a Lanfranco Vecchiato, uno dei “padri” dell’Università di Verona

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Nel quartiere residenziale di Corte Bentivoglio, in Borgo Santa Croce, una delle perpendicolari di via Fincato, è stata dedicata una via al professor Lanfranco Vecchiato, uno dei “padri” dell’Università di Verona, nonché fondatore della Libera Scuola Superiore di Scienze Storiche “Ludovico Antonio Muratori” e consigliere comunale. Il suo operato è raccontato dalla targa appena inaugurata, con lo scopo di far conoscere ai passanti il valore di coloro che fecero la storia veronese.

Alla cerimonia erano presenti il sindaco Federico Sboarina, con l’assessore ai Servizi demografici Stefano Bianchini e il consigliere comunale Paola Bressan, promotrice dell’intitolazione. E poi il presidente di Fondazione Cariverona Alessandro Mazzucco, il presidente dell’Accademia di Agricoltura Claudio Carcereri de Prati, il professor Arnaldo Soldani in rappresentanza del Magnifico Rettore, la presidente della 6^ Circoscrizione Maria Cristina Sandrini e sette degli undici figli del professor Vecchiato, tra cui Francesco Vecchiato, che ha parlato in rappresentanza degli altri fratelli.

“Un uomo, un professore, un docente universitario che, con il suo operato, seppe piantare un seme, generando grandi frutti. – ha detto il sindaco Sboarina -. Grazie a lui Verona è quella che conosciamo oggi, con uno degli Atenei più prestigiosi d’Italia. Vecchiato seppe fare la differenza perché aveva una visione a lungo termine, dettata dalla lungimiranza e non dal momento o dal consenso. Fu un esempio e un simbolo per la sua epoca ma anche per tutte le generazioni che lo seguirono. Da oggi, questa targa ricorderà a passanti e abitanti del quartiere uno dei veronesi illustri dell’ultimo secolo”.

“Lo ricordiamo con enorme stima e riconoscenza per quanto ha fatto a Verona – ha aggiunto Bressan, ripercorrendo la sua lunga carriera scolastica e universitaria -. E con quell’ammirazione che i suoi allievi e i figli hanno sempre manifestato per lui”.

“Un giovane portato per lo studio e la ricerca scientifica, un santo sia in famiglia che fuori casa, per la sua religiosità e la morale che voleva vivere in pienezza – ha detto Francesco Vecchiato -. E di questo fummo testimoni noi undici figli. Ringraziamo il Comune per questa intitolazione, così come le autorità qui presenti. Una partecipazione sentita che ci rende ancor più orgogliosi”.


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