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Aviaria, Caon: “Sostegni per le aziende, gli allevatori non possono combattere da soli il virus”

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Oltre venti focolai, centinaia di migliaia di capi già abbattuti: l’aviaria si abbatte sul comparto avicolo veneto, il più importante a livello nazionale. Roberto Caon, deputato di Forza Italia, chiede l’intervento del governo “per contenere il contagio ma anche per sostenere gli allevatori”. È quanto chiede l’interrogazione depositata nei giorni scorsi al ministro delle Politiche agricole, Stefano Patuanelli. 

“Per contenere il pericolo di contagio — spiega Caon — la Regione Veneto ha immediatamente disposto misure restrittive. Ma si deve considerare che i nostri allevatori stanno sostenendo costi umani e materiali notevoli, dopo il terribile periodo trascorso a causa del Covid. E forse proprio i sistemi adottati con la lotta contro il Covid potrebbero dare una mano nel contrastare questo virus che colpisce i volatili”.

Per il deputato serve “un’ampia zona di protezione con l’obbligo di tenere i volatili in strutture chiuse, occuparsi della rimozione in sicurezza degli animali morti e della disinfezione di tutto quanto possa far circolare il virus. Ma serve subito un coordinamento tecnico e soluzioni che che sappiano prevenire il contagio, evitando di arrivare all’abbattimento di massa dei capi. Gli allevatori non possono essere lasciati soli in questa lotta contro il virus”.

Al ministro, l’interrogazione chiede sostegni concreti, rapidi e sufficienti per risarcire le perdite dirette e indirette. “Servono risorse per riparare i danni più evidenti, quelli causati dagli abbattimenti, ma le misure per garantire la biosicurezza sono causa di ulteriori perdite economiche ingenti — conclude Caon —. Al ministro ho chiesto di farsi carico anche delle perdite dovute ai mancati o ritardati accasamenti, ai costi per pulizie disinfezioni, quelli derivanti dalla distruzione della pollina, quelli per la destinazione alternative delle uova, o la distruzione delle uova da cova oltre alla perdita di produzione. Sono moltissimi i danni subiti, da riparare subito non solo perché è giusto, ma anche perché è necessario, esattamente come le misure di contenimento adottate”.


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