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Nuova ordinanza sui trasporti: tassisti in agitazione, De Berti: “Ho chiesto urgente chiarimento al Ministero”

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Con un’ordinanza firmata dal Ministro della Salute Roberto Speranza e dal Ministro delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili Enrico Giovannini, sono state introdotte nuove regole per quanto riguarda il settore del trasporto, al fine di contenere la diffusione del Covid-19. Secondo il documento, per i taxi e i servizi di noleggio con conducente, i sedili posteriori non dovranno essere occupati da più di due passeggeri, a meno che non si tratti di componenti dello stesso nucleo familiare.

La Vice Presidente e Assessore a Trasporti e Infrastrutture Elisa De Berti chiede precisazioni sul nuovo ordinamento al Ministro Enrico Giovannini a nome degli operatori del settore del trasporto non di linea, già fortemente penalizzati: “Gli operatori in questione sono preoccupati per possibili fraintendimenti sull’applicazione di tali disposizioni, che sembrano essere diverse dalle linee guida vigenti sulla capienza dei mezzi, adottate dallo stesso Ministero il 30 agosto scorso – spiega la Vice Presidente. – Per questo motivo, ho inviato una lettera al Ministro Enrico Giovannini chiedendo un urgente chiarimento delle norme introdotte, per evitare che si crei confusione, con il rischio di penalizzare un comparto già fortemente provato come quello dei taxi e del servizio noleggio con conducente”.

Gianbattista Danieli, Presidente del gruppo Taxi di Confartigianato Imprese Veneto, conferma la preoccupazione dei lavoratori e chiede lo stralcio dell’articolo 8 del DDL Concorrenza, oltre che l’avvio immediato del R.E.N. “Il testo dell’art. 8 del DDL Concorrenza è un duplicato della delega già in essere per la riforma del trasporto pubblico locale non di linea, Siamo profondamente preoccupati per assetti che potrebbero compromettere le prospettive di accesso al mercato degli operatori e alcuni dei principi cardine del nostro ordinamento, anche in contrasto con la Costituzione, che riconosce e tutela il valore dell’artigianato e della cooperazione”.

“La libertà d’impresa – aggiunge Paolo Brandellero, Presidente di Confartigianato Trasporti Verona – non può svolgersi in contrasto con l’utilità sociale, non può recare danno alla sicurezza, alla liberta e alla dignità umana, come previsto dall’articolo 41 della Costituzione, nell’ottica dell’interesse collettivo che nel nostro settore deve essere sempre garantita, in quanto servizio pubblico, e il provvedimento non può prescindere dalla difesa dell’artigianato e della cooperazione – settori tutelati dall’articolo 45 della Costituzione. Dobbiamo continuare a sostenere quanto contenuto nell’articolo 117 della Costituzione sulle competenze specifiche delle Regioni in materia di Trasporto Pubblico Locale. Superare l’autonomia regionale contraddice e fa venir meno i principi della programmazione territoriale, della regolazione e del livello dei servizi, della garanzia di servizio pubblico che le Regioni in questi anni hanno assicurato”.

“Confartigianato, a livello nazionale, regionale e provinciale – conclude Roberto Iraci Sareri, Presidente di Confartigianato Imprese Verona – condivide l’idea che, in questo momento, l’adesione al fermo nazionale sia una prematura forzatura che in questa fase, in considerazione del prevedibile iter parlamentare del provvedimento, rischia di compromettere la strada di una responsabile interlocuzione con le Istituzioni. La collettività o le Istituzioni devono essere portate a condividere che la regolazione del nostro servizio, prevista nella normativa europea, vada nell’interesse dei cittadini e dell’utenza”.

Confartigianato Imprese ha quindi proclamato lo stato di agitazione degli associati e dichiarato che non prenderà parte alla manifestazione nazionale del 24 novembre; invece, attenderà che la richiesta di incontro al Governo sia accolta per rispetto del contributo che le categorie hanno dato durante la pandemia come segno di comprensione delle difficoltà ancora oggi sostenute.


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