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Istituto assistenza anziani, presidio in Comune: “Sindaco e Amministrazione ci hanno abbandonati” – VIDEO

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Le Organizzazioni Sindacali FPCGIL-CISLFP-CSA da tre anni chiedono di assegnare le poche risorse disponibili sul fondo ai lavoratori attraverso il meccanismo delle progressioni economiche. Purtroppo anche questa volta gli oltre 20.000 euro (anno 2020) non potranno essere utilizzati per questa finalità. La direttrice li ha informati che non avendo sottoposto i lavoratori negli anni 2017-2018-2019 alla valutazione non sarà possibile applicare l’istituto contrattuale, fermo da oltre 10 anni. Come noto infatti il CCNL prevede che l’assegnazione delle Progressioni Economiche sia possibile solo con tre schede di valutazione positive.

FPCGIL CISLFP e CSA unitamente alla RSU hanno sottolineato come non sia accettabile che un inadempimento previsto dal D.Lgs 165/2001 a carico della direzione (applicazione schede di valutazione al personale) ricada ancora una volta sul personale e che, inspiegabilmente alla dirigenza sia stato invece erogato il premio di risultato. “Abbiamo quindi invitato l’ente a presentarsi con una soluzione al problema nell’incontro che si terrà il 30 novembre. Ricordiamo che già l’anno scorso l’ente non ci aveva convocato per la distribuzione del fondo (39.000 euro) per mancanza delle schede di valutazione”, dicono unitamente i sindacati.

“L’ulteriore bella notizia spiegataci dalla direttrice – dicono sindacalisti e lavoratori – è che i 39.000 euro del fondo dei lavoratori del 2019 sono persi e non si possono erogare perché non si è fatto l’accordo! Peccato che l’anno scorso FPCGIL-CISLFP-CSA hanno inviato via PEC all’ente la proposta di utilizzare queste risorse per aumentare l’indennità condizioni di lavoro e dare qualche piccolo riconoscimento ai lavoratori durante la pandemia. Ad oggi non abbiamo avuto alcuna risposta dall’Ente, qui si vuole far cassa con i soldi dei lavoratori”.

“È oramai evidente che l’incapacità di questo ente stia procurando gravi danni ai lavoratori. Per questa ragione ricorreremo ancora alla Magistratura – dicono i rappresentanti sindacali -. Il paradosso ridicolo è che questa direzione e Consiglio di Amministrazione hanno compiuto gli stessi errori che hanno contestato alla direzione, al CdA precedente e ai lavoratori. È opportuno quindi che qualsiasi accordo sia valutato, prima della sottoscrizione, dai nostri legali per evitare che CdA e direzione che arriveranno l’anno prossimo trovino magari occasioni per massacrare ancora i lavoratori in nome degli atti dovuti”.

Per questo motivo stamattina si è tenuto un presidio davanti al Comune con i lavoratori per fare il punto dello stato delle vertenze in atto dopo quattro anni di gestione e per chiedere al sindaco che finalmente si metta mano alla situazione in cui versa l’istituto.

“Con la manifestazione sindacale di domani (oggi ndr.) verrà scritto un altro capitolo della vergognosa vicenda dell’Istituto Assistenza anziani, dove le lavoratrici e i lavoratori sono stati prima pubblicamente lodati per il coraggio e la dedizione con cui hanno affrontato la crisi pandemica nelle case di riposo gestite dall’ente e poi sono stati privatamente umiliati imponendo una trattenuta di 50 euro al mese sulla busta paga per una vertenza legale assolutamente strumentale e pretestuosa da parte dell’ente”, a dirlo i consiglieri comunali del Pd Federico Benini, Elisa La Paglia e Stefano Vallani.

“Sboarina prenda per una volta una decisione e imponga al Consiglio di amministrazione di arrivare ad un accordo, pena lo scioglimento dello stesso. È la sua ultima possibilità di fare il Sindaco e non lo spettatore passivo – spiegano -. Una positiva risoluzione della vertenza si deve anche anche ai tanti infermieri ‘prestati’ dall’Ulss senza i quali le case di riposo oggi non riuscirebbero ad assicurare il servizio di cura degli ospiti. In generale nessun lavoratore merita di continuare a vivere nel posto di lavoro un clima simile e simili rapporti deteriorati con la Direzione”.



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