Questo è uno di quei primati che non ci fa certo onore: Verona è risultata la provincia del Veneto con il più alto numero di incidenti e di morti sull’asfalto nel 2020. Lo rivela il focus Incidenti stradali, elaborato dall’Istat e pubblicato ieri, alla vigilia del Forum sulla sicurezza stradale, organizzato dal Gruppo A4 Holding.
Molti i temi al centro del dibattito, a partire dai numeri degli incidenti stradali che, dopo il calo del 2020 legato al lockdown per l’emergenza sanitaria, sono tornati ad aumentare. Al centro gli stili di guida corretti e la recente riforma del Codice della strada, entrata in vigore lo scorso 10 novembre.
L’obiettivo resta «zero morti in strada entro il 2050», promosso dall’Unione Europea, che anche l’Italia punta a raggiungere, ma quanto siamo distanti dal traguardo e quali sono i dati degli incidenti riportati dal rapporto Istat? Nel 2020 in Veneto si sono verificati 9.839 incidenti, in calo del 29% rispetto al 2019, che hanno causato 229 morti (-31,8% rispetto all’anno precedente) e 12.919 feriti (-31,4%).
Verona segna il peggior numero con 2.057 incidenti, 46 morti e 2.635 feriti, numeri comunque in calo rispetto al 2019 quando gli incidenti erano stati 3.069, i morti 70 e i feriti 4.010. Un trend determinato, anche in questo caso, dall’emergenza sanitaria, che ha limitato considerevolmente il numero di auto circolanti su strada. Al secondo posto, si piazza Padova (con 2.020 incidenti, 41 morti e 2.651 feriti) e al terzo Vicenza (1.660 incidenti, 37 morti e 2.114 feriti).
E oltre al danno umano, le morti sull’asfalto hanno anche un grande costo sociale: si stima, infatti, che gli oneri economici che gravano sulla società a seguito di incidenti ammontino nel 2020 a 11,6 miliardi di euro per l’intera Italia e a quasi un miliardo di euro per il Veneto (che incide per l’8,6% sul totale nazionale).
Le strade più pericolose, a livello regionale, si confermano quelle urbane, dov’è avvenuto il 69,9% degli incidenti (6.882 per la precisione), con 111 morti (48,5% del totale) e 8.657 feriti (67%). La maggior parte degli scontri è avvenuta lungo un rettilineo, sia sulle strade urbane (45%), sia su quelle extraurbane (53,5%).
In città i punti più pericolosi sono le intersezioni (22,2% degli incidenti), gli incroci (15,2%) e le curve (8,4%). Il tasso di mortalità è più alto per i giovani tra i 15-29 anni (5,1 per 100mila abitanti) e per gli over 65 anni (7,3 per 100mila abitanti). I conducenti dei veicoli coinvolti rappresentano il 77,3% delle vittime e il 75,8% dei feriti, i passeggeri il 10,9% dei morti e il 17,9% dei feriti, mentre i pedoni l’11,8% dei deceduti e il 6,3% dei feriti.













