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L’assessore Bassi si dimette dopo la lite in Giunta “A testa alta e con la coscienza pulita”

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“Questa mattina, a testa alta e con la coscienza pulita, ho rassegnato le dimissioni per motivi personali dalla carica di assessore del Comune di Verona. Grazie a tutti per il supporto e per il sostegno”. Con questo messaggio sui social l’ormai ex l’assessore all’Edilizia Andrea Bassi, ha comunicato le sue dimissioni.

Bassi, appartenente al movimento Verona Domani, guidato da Matteo Gasparato, nel mezzo dell’ultima riunione della Giunta avrebbe alzato i toni nei confronti del collega leghista Filippo Rando, durante una discussione su una delibera relativa ai contributi da assegnare ad associazioni e a società sportive. Poi, a distanza di qualche giorno, la decisione.

In una nota Verona Domani esprime la sua solidarietà, stima e vicinanza nei confronti del suo assessore: “In politica come nella vita ci sono momenti difficili ed inaspettati. La scelta dell’assessore Bassi è una scelta di una persona onesta, coerente e leale, oltre che di un amministratore serio e preparato. Una scelta coraggiosa e trasparente, abbastanza rara ed inusuale nello scenario politico attuale. Bassi continuerà ad essere un amico, una preziosa risorsa per il nostro movimento”.

“Si potrà sempre sbagliare nella vita, da uomini genuini si riconoscono gli errori e si provvede a rimediarvi. Bassi resterà un compagno di viaggio importante per il futuro di Verona Domani e certamente non lo abbandoneremo mai. Siamo sempre stati leali al voto dei cittadini che ci hanno dato fiducia all’interno di questa coalizione, premiando la nostra lista. Una lista civica che mai ha messo in difficoltà il Sindaco, le sue scelte e la sua amministrazione, neanche nei momenti di duro “scontro”, quando ci vennero tolte ingiustamente posizioni in giunta e venne scientemente operato un ‘ratto dei consiglieri’ nei confronti del nostro gruppo. Una leale collaborazione che non verrà sicuramente meno neanche in questa inaspettata situazione che si è venuta a verificare”, concludono duramente gli esponenti del movimento.


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