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Le reazioni della politica alle dimissioni di Bassi: “Maggioranza in frantumi, Sboarina cosa pensa di fare?”

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In questi anni di Amministrazione Sboarina, i cambi in giunta non sono certo stati cosa desueta: il sindaco partito con una squadra composta da Lorenzo Fontana, Stefano Bertacco, Francesca Briani, Edi Maria Neri, Marco Padovani, Daniele Polato, Filippo Rando, Ilaria Segala, Francesca Toffali e Luca Zanotto si è trovato costretto, in 4 anni e mezzo, a dover cambiare quasi metà giunta e a dover ridistribuire più volte le deleghe.

Adesso l’ultimo scossone arriva con le dimissioni di Andrea Bassi, entrato a far parte della giunta Sboarina appena un anno fa, nel novembre del 2020, dopo il rimpasto che aveva visto l’ingresso in giunta anche di Stefano Bianchini, in sostituzione di Edi Maria Neri e di Daniele Polato, quest’ultimo eletto in Regione.

L’ormai ex assessore dice che a motivare la sua scelta ci sarebbero delle ragioni personali, ma l’opposizione vede nel suo gesto un malessere sempre più evidente all’interno della maggioranza.

“Non si è mai visto un assessore dare le dimissioni per una giunta un po’ animata e su una delibera da 40 mila euro, pertanto il Sindaco è chiamato a spiegare che cosa sia accaduto realmente e fino a che punto Rando e Bassi abbiano alzato i toni. Soprattutto da parte di quest’ultimo sarebbero volate parole grosse all’indirizzo dell’ormai ex collega”, dice il consigliere di Sinistra in Comune Michele Bertucco.

“Una cosa è certa: complice la mancanza di polso del Sindaco, ogni occasione è buona per i componenti di questa disgraziata maggioranza che governa la città da quasi 5 anni per creare scompiglio: Fratelli d’Italia resta in contrasto con la Lega. Il candidato Sindaco del centrodestra verrà imposto con una decisione dei livelli nazionali dei partiti senza tener in conto la specifica situazione veronese. Verona Domani resta alla finestra per capire quale sarà il carro vincente. Da tutto questa confusione è la città ad uscirne ammaccata e indebolita nella credibilità”, conclude il consigliere.

“Il Sindaco sia chiaro e venga in Consiglio a spiegare le ragioni della rottura con Bassi che non sono ancora state esplicitate e che sono a dir poco irrituali: lo scontro e la rottura di giunta si sono consumati sull’opportunità di continuare a dare contributi a pioggia, senza bando e senza progettualità sottostanti?”, dicono dal Pd Federico Benini, Elisa La Paglia e Stefano Vallani.

“Il Sindaco sia sincero e intellettualmente onesto almeno negli ultimi sei mesi di mandato: cosa ne pensa di questo modo di fare di elargire soldi a babbo morto sotto forma di contributi o sponsorizzazioni? Non era stato proprio lui a promettere di dare un taglio a questa cattiva abitudine della politica? Da che parte sta il Sindaco? Con Bassi è il quarto assessore della sua giunta che salta: prima Fontana e Polato che avevano giurato amore eterno alla città ma sono saltati sul primo treno per Roma e per Venezia, e più di recente Edi Maria Neri, defenestrata nell’ambito di un rimpasto di giunta”.

“Le dimissioni di Andrea Bassi da assessore del Comune di Verona sono la prova più tangibile dello sgretolamento progressivo della maggioranza alla vigilia delle elezioni, con il Sindaco incapace di sanare i dissidi fra i suoi e che assiste inerme al redde rationem fra Lega e Fratelli d’Italia/Verona Domani. Non siamo di fronte a un caso isolato, ma all’essenza di una maggioranza senza progetti o visioni comuni, tenuta insieme solo dalla volontà di conservare il potere. I risultati  li abbiamo visti negli ultimi quattro anni: faide continue e giochi di palazzo, mentre la città resta immobile. Possono davvero immaginare di riproporre questa pessima ricetta ai veronesi per altri cinque anni?”, dice il consigliere comunale di Traguardi Tommaso Ferrari.


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