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Cava Ferrazze a Montorio: il Consiglio di Stato chiude a qualsiasi possibilità di ampliamento

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Con sentenza del Consiglio di Stato n. 8697 pubblicata il 28 dicembre 2021 è stato respinto definitivamente il ricorso presentato dalla ditta Segala Srl contro la Delibera della Giunta Regionale del Veneto n. 3165 del 14 settembre 1999 che negava la possibilità di ampliare la “cava Ferrazze” a Montorio. Su questa vicenda si era già pronunciato nel 2014 il TAR del Veneto (sentenza n. 363) che anche in quel caso aveva respinto la richiesta di ampliamento della cava.

L’area di cava si trova nella parte est del comune di Verona tra gli abitati di Montorio, San Michele Extra e San Martino Buon Albergo in prossimità dell’abitato di Ferrazze. La cava di ghiaia e sabbia denominata “Ferrazze” era stata autorizzata con DGRV n. 1341 del 11.03.1980 e doveva chiudere l’attività di escavazione entro il 31 dicembre 1990 ma, poi nel corso degli anni aveva ricevuto varie proroghe dei termini di escavazione, a causa anche delle numerose variazione di intestazione della titolarità (da Segala Luciano passando da Segala Luciano Srl a Segala Srl) fino all’ultimo Decreto n. 276 del 30 aprile 2021 del direttore della Difesa Suolo della Regione Veneto che ha concesso la proroga di 5 anni dei termini per la conclusione dei lavori di coltivazione della cava Ferrazze.

Nella sentenza del Consiglio di Stato si scrive che, a differenza di quanto sostenuto dalla ditta Segala Srl:“… Inoltre, non può darsi seguito all’affermazione dell’appellante, per cui il richiesto ampliamento non avrebbe potuto pregiudicare l’equilibrio ambientale ed idrogeologico della zona dato che era già stata praticata un’escavazione per 200.000 mq: tale affermazione risulta apodittica, restando indimostrato che l’esclusione di un tale pregiudizio non potesse derivare dal negato ampliamento, proprio in quanto espansivo di un’ampia escavazione già praticata …”.

“La vicenda di cava Ferrazze rappresenta in maniera emblematica le modalità con cui sono state gestite le cave nella regione Veneto – spiega il consigliere comunale Michele Bertucco di Sinistra in Comune -. La cava era stata autorizzata nel 1980 e doveva essere chiusa e ricomposta nel 1990 è stata invece prorogata fino al 2026 e questo perché la regione ha sempre avuto ampie discrezionalità per modificare ambiti estrattivi e quantitativi concessi: in pratica, anziché rispondere ai bisogni reali del territorio, le autorizzazioni per le cave hanno sempre subito fortissime pressioni all’interno dei palazzi regionali per renderle più congeniali alle esigenze degli operatori, ben attrezzati con le loro lobby al di fuori di quelli che sono invece i normali meccanismi di controllo da parte di cittadini e degli enti locali preoccupati per le trasformazioni del loro territorio. Ora attendendo, si spera, la definitiva chiusura della cava Ferrazze si è detto un no definitivo a qualsiasi ipotesi di ampliamento”.


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