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Covid, quasi 20mila contagi in Veneto, Verona la città più colpita, i medici: “Siamo sfiniti e c’è chi ci attacca”

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Oggi intorno all’ora di pranzo è tornato in diretta il direttore generale dell’Ulss9 Scaligera, Pietro Girardi, che ha fornito gli ultimi aggiornamenti sulla situazione Covid nella nostra provincia. Accanto al dg c’erano anche i medici Franco Bertaso, Pierluigi Godino, Claudio Sovran, Giulio Rigon e Franca Mirandola.

Quello che è emerso dal punto stampa è che i contagi continuano a crescere con conseguente difficoltà nei tracciamenti e nell’effettuazione dei tamponi. Con circa 4mila positivi al giorno a Verona l’Ulss 9 dovrebbe contattare oltre 30mila persone quotidianamente, spiega Girardi, un numero che va ben oltre le attuali possibilità del sistema. Per questo, oltre a cercare di incrementare il più possibile il servizio – anche con la ricerca di volontari e con accordi con i privati – si sta rimodulando la gestione stessa dei test cercando di limitarli solo quando strettamente necessario.

Girardi ha spiegato che “la curva dei contagi è tendenzialmente in crescita, ma si inizia a intravedere un flesso, la crescita ha iniziato in qualche modo a calare, ma lunedì sono iniziate le scuole e questo potrebbe portarci ad una risalita. Il numero dei positivi è enormemente più alto di quello registrato negli ultimi due anni, ma la nostra vita è notevolmente cambiata. Questo significa anche che tutte quelle patologie che durante i lockdown non vedevamo in ospedale ora le stiamo affrontando e non è facile dal punto di vista organizzativo”.

“I contagi sono prevalenti nella fascia 20-29 anni, ma credo che si abbasserà nelle prossime settimane – dice il dg -. Invece le fasce d’età che vengono ricoverate sono quelle dei più anziani”.

Il direttore dell’Ulss torna a insistere sulla validità del vaccino sottolineando come la maggior parte delle persone ricoverate in terapia intensiva (27 su 38) non abbia fatto fatto alcuna somministrazione.

A dare voi ai medici è stato Franco Bertaso che ha commentato: “Siamo sfiniti in questo momento, sono nel centro vaccinale di Castel d’Azzano si sono moltiplicate le positività, tutte le nostre linee sono intasate, abbiamo 400 telefonate al giorno, stiamo lavorando 15 ore al giorno, sette giorni su sette. Chi è in prima linea subisce i disservizi e c’è una aggressività anche nei nostri confronti che è fuori dai limiti. Cerchiamo da parte della popolazione un po’ di comprensione, dovremmo avere il doppio del personale. Facciamo il possibile e teniamo duro sperando che questa situazione si risolva”.

Anche per quanto riguarda la quarantena sono state date delle informazioni dalla dott.ssa Viviana Coffele: “Abbiamo due casistiche per quanto riguarda i positivi in isolamento: con o senza sintomi”.

SENZA SINTOMI: I vaccinati con due dosi o che si sono ammalati e guariti da meno di 120 giorni o con dose booster se non hanno sintomi dopo 7 giorni scade la quarantena e possono fare un antigenico rapido in un centro abilitato (non in farmacia). Il positivo in isolamento non può andare in farmacia.
CON SINTOMI. Chi invece ha sintomi, alla fine dei 7 giorni può fare tampone rapido o molecolare, ma bisogna verificare che non abbia avuto sintomi per tre giorni precedenti. Anche in questo caso tampone nei centri Ulss o abilitati, ma non in farmacia. Positivi ma non a posto con la vaccinazione (ciclo incompleto o guarito da più di 120 giorni): isolamento di 10 giorni al termine del quale si fa il tampone (ma non in farmacia).
SOGGETTI ASINTOMATICI A CONTATTO STRETTO CON POSITIVI: vaccinato/dose booster: si monitora a casa per 5 giorni e tiene la ffp2 per 10 giorni in qualsiasi ambiente e se comparissero sintomi prende contatto con il medico. Non è previsto test rapido. Vaccinato con ciclo primario da più di 4 mesi: quarantena per 5 giorni anche se asintomatico. Alla fine del quinto giorno deve fare il tampone (valido anche quello delle farmacie). Non vaccinato o una dose: quarantena di 10 giorni, tampone rapido o molecolare (anche in farmacia).

Infine si è parlato anche di come comportarsi con la ripresa della scuola e già questo pomeriggio ci sarà una riunione regionale per valutare le nuove misure per i tamponi scolastici e altre misure di contenimento.


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