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Superbonus, allarme degli artigiani: “Le nuove misure penalizzeranno tante aziende, così si blocca tutto”

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Soltanto le imprese edili certificate con l’attestato Soa (Società organismi di attestazione) potranno realizzare i lavori del Superbonus. A prevedere questa rivoluzione, che trasferisce sull’edilizia privata la qualificazione oggi vigente solo per i lavori pubblici, è un emendamento approvato nella notte di domenica 8 maggio dalle commissioni Finanze e Attività produttive del Senato al decreto legge Taglia-prezzi 21/2022.

La nuova misura mira a contrastare il far west che si è scatenato con gli incentivi del Superbonus, in un mercato dove si affiancano soggetti fortemente strutturati a soggetti invece senza alcuna attestazione di affidabilità. “Casartigiani Verona esprime forte contrarietà all’ipotesi di introduzione dell’obbligo della qualificazione SOA per le imprese che effettuano i lavori legati ai bonus – spiega Luca Luppi presidente dell’Associazione veronese -. A nostro giudizio si tratta di un incomprensibile aggravio burocratico, oltre che economico che, se confermato, rischierebbe di tagliare fuori dal mercato delle ristrutturazioni e della riqualificazione edilizia la gran parte delle micro e piccole imprese a vantaggio esclusivo delle realtà di maggiori dimensioni”.

Secondo Luppi, “questa ulteriore previsione, che si aggiunge ai ripetuti interventi legislativi sulla materia dei bonus edilizi, finirebbe inoltre per determinare pericolose alterazioni di mercato con evidenti ricadute anche sui prezzi delle commesse a scapito di cittadini ed utenti, senza contare il pericolo di compromettere l’effetto positivo dei bonus edilizi sulla ripresa economica e sul processo di riqualificazione del patrimonio immobiliare”.

“La norma del Decreto ‘Taglia prezzi’, approvato ieri dal Senato, che introduce l’obbligo per le imprese di possedere un’attestazione SOA per operare nel mercato dei bonus edilizi, ha riportato nell’incertezza cittadini e imprese che ora si trovano in una giungla normativa nella quale hanno difficoltà a districarsi – sottolinea Roberto Boschetto Presidente di Confartigianato Imprese Veneto, il quale aggiunge -. Com’era prevedibile, il solo annuncio dell’approvazione della norma ha nuovamente bloccato il mercato, dopo le ultime disposizioni che cercano di riattivare le cessioni dei crediti e hanno facilitato l’accesso al beneficio sino al 31 dicembre 2022 per le unità abitative unifamiliari. L’atteggiamento ondivago del Governo su questa materia ha già prodotto un effetto frenata. La variazione mensile delle asseverazioni in Veneto è in calo per il terzo mese consecutivo e si è attestata, ad aprile, al +11.1% lontanissimo dalle percentuali di crescita dello scorso anno. Ora è iniziata la corsa alla ricerca di imprese in possesso di una qualunque delle attestazioni SOA che, peraltro, non rappresenta garanzia assoluta di qualificazione di un’impresa”.

“Forse – aggiunge il Presidente di Confartigianato Imprese Verona, Roberto Iraci Sareri – l’intenzione non dichiarata di chi ha promosso la norma è quella di introdurre una barriera di accesso alle opere di valore più elevato, in favore di un piccolo numero di imprese certificate SOA, a scapito delle oltre 54.000 imprese artigiane venete e delle 9.667 della provincia di Verona operanti nel comparto delle costruzioni ed installazione di impianti, che costituiscono la vera ossatura del settore e rappresentano la prima risposta alle istanze dei cittadini. Pensate che nella nostra provincia le imprese delle categorie interessate in possesso di un’attestazione SOA sono solo 151, mentre in tutta la regione se ne contano 812. Il risultato ottenuto è l’ennesimo stop ad una misura che evidentemente è stata messa sul percorso del declino. Peccato!”.


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