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Mattarella respinge le dimissioni di Draghi, il premier riferirà mercoledì in Aula

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Sono momenti delicati per il Governo Draghi che rischia di non avere più la maggioranza in Parlamento dopo lo strappo del Movimento 5 Stelle. Ieri Draghi si era recato dal Presidente della Repubblica per rassegnare le sue dimissioni, che però sono state respinte. Mattarella infatti ha invitato il Presidente del Consiglio a presentarsi al Parlamento.

“La scelta di Mattarella – si precisa poi dal Colle – di mandare in Parlamento il governo Draghi risponde, nella visione del Quirinale, a un preciso dovere democratico e di trasparenza, dovuto al Paese”. Per l’Italia sarebbe l’ennesima crisi di Governo, il che probabilmente porterebbe come unico risultato ad elezioni anticipate, dato che nel Parlamento ormai pare non esserci più alcune coesione e si fa pure fatica a lavorare su obiettivi condivisi.

“Il Movimento 5 Stelle, o quel che ne rimane, sta lottando per la sua sopravvivenza politica. Il punto però è che lo sta facendo sulla pelle del Paese e degli italiani. Il Premier Draghi saprà quel che è meglio fare, in ogni caso i numeri in Parlamento per andare avanti ci sono, inoltre credo che se davvero l’ipotesi fossero le elezioni anticipate molti parlamentari dei 5 Stelle mollerebbero Conte. Tuttavia, come ha ribadito il Presidente Berlusconi, Forza Italia sarebbe pronta in caso di voto in autunno – a dirlo il Consigliere regionale Alberto Bozza, che definisce quella dei 5 Stelle – la disperazione che conduce a gesti estremi. Poco male se in ballo ci fosse solamente il destino di un partito che si è dimostrato incapace, ma in una fase storica così delicata caratterizzata da pandemia, guerra, crisi energetica e una recessione economica forse senza precedenti non può andare a carte all’aria il Paese. Conte lo spiegasse agli italiani che faticano a pagare le bollette, che hanno difficoltà con il lavoro. Lo spiegasse all’Europa che ci sta dando i miliardi del PNRR che sono una leva per trasformare e innovare il Paese. È folle pensare ai propri interessi elettorali in questa fase, ma l’ex Premier Conte si conferma il solito trasformista: dopo aver governato con tutti, destra, sinistra e centro, ora a pochi mesi dalla fine della legislatura vorrebbe rimettersi i panni dell’anti-sistema per recuperare i voti persi e gabbare gli elettori”.


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