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A Verona aumentano i crimini contro gli animali, oltre 120 le persone indagate

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I crimini contro gli animali analizzati nel Rapporto Zoomafia 2022, redatto dal criminologo e responsabile dell’Osservatorio Zoomafia della LAV, Ciro Troiano, delineano una situazione preoccupante e Verona con 201 procedimenti e 127 indagati dimostra quanto l’argomento sia attuale e di complessa gestione.

“Da anni raccogliamo i dati relativi ai crimini contro gli animali dalle Procure italiane al fine di avere una visione affidabile, ancorché non esaustiva, dei vari reati consumati nel nostro Paese. Il quadro che proponiamo si basa sui dati ottenuti da un campi one pari al 70% di tutte le Procure della Repubblica d’Italia – spiega Troiano -. Un dato statisticamente rappresentativo, anche se c’è da registrare un’inspiegabile diminuzione delle risposte da parte delle Procure rispetto agli altri anni, nonostante richieste e solleciti”.

Esaminando i dati di un campione di 105 Procure tra Ordinarie e Minorili, su 169, che hanno inviato dati sia per il 2020 che per il 2021 (un campione pari al 62% di tutte Procure) si registra un aumento dei procedimenti nel 2021, rispetto al 2020, pari al +3% (6428 fascicoli nel 2020 e 6621 nel 2021); mentre il numero degli indagati è diminuito del -4,10% circa (3675 indagati nel 2020 e 3524 nel 2021).

Dall’analisi dei crimini contro gli animali consumati in Italia si evince che il reato più contestato è quello di Uccisione di animali, art. 544bis c.p., con 2624 procedimenti (361 noti e 2263 ignoti) – pari al 34,90% del totale dei procedimenti per crimini contro gli animali registrati presso le 118 Procure che hanno fornito i dati -, con 428 indagati.

Seguono:

• Maltrattamento di animali, art. 544ter c.p., con 2318 procedimenti (1038 noti e 1280 a carico di ignoti), pari circa al 30,83% dei procedimenti registrati, e 1383 indagati.

• Reati venatori, art. 30 L. 157/92, con 1188 procedimenti (885 noti e 303 a carico di ignoti), pari al 15,80% dei procedimenti presi in esame, con 1046 indagati.

• Abbandono o detenzione di animali in condizioni incompatibili con la loro natura, art. 727 c.p., con 940 procedimenti (632 noti e 308 a carico di ignoti), pari al 12,50%, con 750 indagati.

• Uccisione di animali altrui, art. 638 c.p., con 388 procedimenti (71 noti e 317 a carico di ignoti), pari al 5,16%, con 86 indagati.

• Traffico di cuccioli, a rt. 4 L. 201/10, con 38 procedimenti (36 noti e 2 a carico di ignoti), pari allo 0,50% del totale dei procedimenti per reati a danno di animali, con 67 indagati. Organizzazione di combattimenti tra animali e competizioni non autorizzate, art. 544quinquies c.p., con 12 procedimenti (7 noti e 5 ignoti), pari allo 0,15%, e 135 indagati. La maggioranza degli indagati riguarda l’organizzazione di corse clandestine di cavalli. Spettacoli e manifestazioni vietati, art. 544quater c.p., con 9 procedimenti (6 noti e ignoti), pari allo 0,11% di tutti i reati contro gli animali registrati, con 44 indagati.

Anche per il 2021 la Procura di Brescia, sempre in base al campione del 70% analizzato, si conferma quella con più procedimenti iscritti per reati contro gli animali: 538 con 363 indagati. Come sempre la maggioranza dei procedimenti riguarda i reati venatori o contro la fauna selvatica: 280 pari al 52,04% del totale, con 281 indagati pari al 77,41% del totale degli indagati.

Seguono Bergamo con 239 procedimenti e 91 indagati; Verona con 201 procedimenti e 127 indagati; Vicenza con 187 procedimenti e 143 indagati; Como con 187 procedimenti e 37 indagati; Napoli con 181 procedimenti e 108 indagati; Firenze con 175 procedimenti e 91 indagati; Roma con 172 procedimenti e 96 indagati; Ravenna con 172 procedimenti e 51 indagati; Genova con 156 procedimenti e 61 indagati; Treviso con 143 procedimenti e 50 indag ati; Oristano con 138 procedimenti e 22 indagati; Arezzo con 133 procedimenti e 30 indagati. La Procura con meno procedimenti per reati contro gli animali si conferma ancora una volta Savona con 4 procedimenti e 2 indagati.

“La mappatura, fornendo indicazioni sulla manifestazione del reato nello spazio e nel tempo, consente di ipotizzare in modo attendibile la tendenza futura dei comportamenti criminali analizzati nelle aree interessate e di individuare hotspot nei q uali il problema assume caratteri allarmanti. In criminologia, vengono definiti hotspot i punti di concentrazione della criminalità e sono strettamente correlati alla mappatura della criminalità, in quanto indicano quelle che sono le aree in cui il problema è maggiormente presente” , conclude Troiano .


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