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Procreazione assistita, Pd: “Un servizio per il territorio e la cittadinanza”

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“Troppo spesso la procreazione assistita viene associata ad un capriccio dei singoli o ad operazioni che vanno contro il corso naturale. La verità è che negli ultimi due decenni i casi di infertilità e di difficoltà di concepimento sono raddoppiati e sempre più coppie si sottopongono alle cure dei centri specializzati”, dicono Anna Maria Bigon, consigliera regionale Pd e Vincenzo Tinelli, responsabile Sanità Segreteria Pd Verona.

“Secondo i dati dell’Istituto Superiore di Sanità l’infertilità colpisce circa il 15% delle coppie, con una ripartizione praticamente equa fra donne e uomini, mentre nel 20% dei casi le difficoltà di concepimento non hanno una causa ben definita. Sono numeri importanti, tanto da rendere questa serie di problematiche una delle concause dell’attuale calo demografico, in particolare nel calo del tasso di natalità, assieme a tutti i fattori sociali e culturali che conosciamo”.

“Una politica priva di preclusioni e ideologismi, vicina ai bisogni dei cittadini e delle persone, dovrebbe farsi carico di questi aspetti che riguardano la salute delle persone, in particolare quella della donna, e più in generale il benessere e lo sviluppo della comunità”.

“Attualmente nella provincia di Verona l’unico centro pubblico (assieme ad altre 3 strutture private) che si occupa di procreazione assistita è quello del Policlinico di Borgo Roma. Si tratta di un centro di secondo e terzo livello, vale a dire abilitato alle tecniche di fecondazione in vitro, al di fuori del corpo della donna. Ma l’infertilità è un problema molto più vasto e variegato e al momento non è dato sapere quante siano le coppie della provincia di Verona che, vista l’offerta ancora limitata, emigrano nelle altre province venete (in Veneto i centri PMA sono 36 in totale) o, addirittura, nelle altre regioni, per risolvere il loro problemi di infertilità. Di sicuro tante, molte di più di quelle che ci aspetteremmo”.

“Un’occasione per ampliare l’offerta di questo servizio è data dall’Ospedale Magalini di Villafranca, che le schede sanitarie della Regione Veneto indicano proprio come un centro di riferimento per l’area maternità. Qui esiste infatti una equipe diretta da un Primario con l’esperienza e le competenze necessarie ad approntare un Centro PMA con tutte le caratteristiche richieste dalla Legge 19 febbraio 2004”.

“È dunque necessario che la Regione Veneto chiarisca la propria posizione in merito a questo servizio e stanzi le risorse necessarie a diffondere questi centri sul territorio.
A differenza che nel privato, in un centro pubblico i costi dell’iter diagnostico/terapeutico sono sostenibili anche da coppie con bassa disponibilità economica”.

“Dobbiamo tendere ad un modello di sanità che includa il percorso di PMA all’interno di un contesto e di un programma più ampio dedicato alla tutela della donna, della maternità e della genitorialità, arrivando in definitiva ad affiancare tutti i maggiori Punti nascita attualmente esistenti”, chiude la nota de Pd.


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