Home Articoli Carenza medici di base, arrivano le guardie mediche diurne

Carenza medici di base, arrivano le guardie mediche diurne

Pubblicità
“Autospurgo

“Riteniamo importante la decisione da parte dell’Ulss 9 di affrontare l’emergenza sanitaria legata alla carenza di Medici di Famiglia indicendo un concorso per l’assunzione di dottori pronti ad entrare in servizio in ambulatori di guardia medica diurna – commenta la Spi Cgil -. Questa scelta operativa riconosce ciò che noi denunciamo da tempo rispetto ad un diritto di tutela delle persone che viene violato nel primo rapporto che si ha con la sanità: il medico di famiglia”.

“Pensiamo tuttavia che questo debba essere soltanto un primo pur importante segnale, al quale dovrebbero seguire iniziative più strutturate in grado di imprimere una spinta più decisa alle aggregazioni dei medici in Medicine di Gruppo che possono dare una risposta più vicina e completa ai bisogni delle persone, a cominciare da anziane ed anziani”, continua la nota della Cgil.

“Bisognerà inoltre affrontare con più chiarezza le problematiche legate a questa decisione, che ribadiamo essere una scelta importante ed apprezzabile, ma che lascia intravvedere nodi legati alla provvisorietà della soluzione adottata, in quanto i medici  assunti sono a tempo determinato; agli aspetti logistici derivanti dalle zone sguarnite, evitando agli assistiti lunghi e disagevoli spostamenti, e alla possibilità per i medici di continuità assistenziale di arrivare a 850 assistiti”.

“Non da ultimo, l’emergenza dei medici di base non è purtroppo la sola criticità della sanità territoriale: carenze si registrano anche nelle liste di attesa troppo lunghe, nell’assistenza domiciliare insufficiente, nella scarsa disponibilità di posti letto di lungodegenza. Come Sindacato chiediamo che vengano messi in campo tutti gli strumenti utili a risolvere tali criticità”, si legge ancora nella nota.

  • LISTE D’ATTESA TROPPO LUNGHE. La Relazione sulle performance dell’anno 2021 dell’Ulss 9, licenziata con Delibera del Direttore Generale n.700 del 30 giugno 2022, indica che: “Il confronto 2021 verso 2019, considerato anno di riferimento per il piano di recupero delle prestazioni, al netto della disciplina “laboratorio”, fa registrare una differenza di –292.943 prestazioni”.
  • ASSISTENZA DOMICILIARE INSUFFICIENTE. Nel 2021 l’ADI (Assistenza domiciliare integrata) ha preso in carico 14.371 assistiti pari al 1,55% della popolazione ed al 6,83% degli assistiti over 65 anni, con forti differenze fra i 4 Distretti socio sanitari di base e per un numero di ore insufficiente.
  • LUNGODEGENZE E STRUTTURE INTERMEDIE. Nel Piano socio sanitario regionale vigente, le strutture di lungodegenza sono concentrate nelle strutture private accreditate.
  • AVVIO DELLE CASE DELLA COMUNITÀ GIÀ PRONTE. La missione 6 del PNRR prevede che nel territorio ogni 40/50.000 abitanti sia presente una Casa di Comunità hub come struttura del Distretto Socio Sanitario di Base. La Regione Veneto e l’ULSS 9 Scaligera hanno programmato le Case di Comunità nella nostra provincia indicando come loro sedi alcuni dei Distretti socio sanitari esistenti oppure le Medicine di Gruppo Integrate attive. Dal momento che il DM 77/2022 sul riordino della sanità territoriale prevede che nelle Case di Comunità hub siano presenti OBBLIGATORIAMENTE i centri di prelievo.

Questo articolo può interessare ad altri? Condividilo subito!