Home Ambiente Maltempo in Valpolicella: vento e grandine danneggiano vigneti e uliveti

Maltempo in Valpolicella: vento e grandine danneggiano vigneti e uliveti

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Questa mattina, poco dopo le otto, una forte grandinata, partita dalla sponda bresciana del lago di Garda, ha colpito a macchia di leopardo la Valpolicella, in particolar modo la zona compresa tra Fumane, Marano e Negrar e le colline dell’est veronese da Grezzana a Mezzane e Cazzano di Tramigna. Sono state colpite dalla grandine e dal vento forte non solo le colture d’ulivo e vite che si trovano in una fase delicata di inizio della vendemmia, ma ci sono stati anche danni a tetti, strutture e alberi caduti anche sui vigneti.

Secondo il direttore di Codive, Michele Marani, nei prossimi giorni sarà possibile fare un bilancio esatto dei danni provocati dall’ondata di maltempo. “Tutto sommato l’estate è passata senza eventi estremi di maltempo ma ogni anno il clima della provincia veronese dimostra una tendenza alla tropicalizzazione che si manifesta con periodi siccitosi come quest’anno, sfasamenti stagionali, caldo, grandine e vento anche fuori dai canonici periodi di maltempo”.

Il presidente della Regione Veneto sta seguendo personalmente l’evoluzione della situazione dei danni in Valpolicella poiché la grandinata rischia di avere ripercussioni anche sull’avvio della vendemmia. Il Governatore sta raccogliendo informazioni per valutare se assumere decisioni formali per una zona che vede impegnata la regione nella preparazione del dossier per la candidatura a Patrimonio universale dell’Unesco.

Il presidente dei viticoltori di Confagricoltura Verona e Veneto oltre che del consorzio di tutela Valpolicella, Christian Marchesini, dimostra forte preoccupazione per l’evento che si è verificato a una settimana dall’inizio della raccolta dell’uva. “Se il tempo si raddrizza e non arrivano altre tempeste c’è la possibilità di recuperare, in caso contrario il conto dei danni salirà. Il conteggio è al momento difficile da quantificare perché dovremo compiere le dovute verifiche nel campo e vedere l’andamento del meteo”.

“L’ennesima mazzata all’agricoltura dopo un’estate segnata dalla siccità, dalle alte temperature e da altri eventi catastrofici –sottolinea Alberto De Togni, presidente di Confagricoltura Verona -. Per fortuna una parte dell’uva era già stata raccolta e ora speriamo che si riesca a salvare il salvabile”.


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