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Elezioni: quali sono i partiti a favore del Nucleare?

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Il nucleare è nuovamente entrato nel dibattito politico a seguito della crisi energetica che sta colpendo tutta Europa e in modo particolare il nostro paese che non riesce a produrre abbastanza energia da poter soddisfare il consumo nazionale. La dipendenza energetica dalla Russia ci ha condannati infatti a prezzi alle stelle per l’energia (Gas: +653% e Luce +236% rispetto al 2021). Ma quali sono i partiti a favore del Nucleare in Italia?

Abbiamo letto i programmi elettorali di tutti i partiti per estrapolare maggiori informazioni su questo punto.

Centrodestra (Forza Italia, Fratelli d’Italia, Lega)

Il centrodestra vuole adottare il nucleare come “fonte sicura e pulita” per rendere l’Italia il meno dipendente possibile da fonti energetiche estere. In particolare i tre leader: Meloni, Salvini e Berlusconi sottolineano come, una centrale nucleare di nuova generazione sia estremamente sicura, ben lontana dai disastri nucleari del passato.

Terzo Polo (Azione e Italia Viva)

Anche il terzo polo è a favore del nucleare. Nonostante la priorità siano le rinnovabili, Calenda e Renzi  vogliono introdurre il nucleare nel mix energetico italiano per facilitare gli obiettivi energetici del 2050. Il progetto nucleare per il terzo polo si tratta di una questione a lungo termine, per svincolare l’Italia dalle fonti fossili.

Movimento 5 Stelle

Il Movimento 5 Stelle è l’unico partito a non citare il nucleare nel proprio programma politico. Il Leader Conte ha espresso una contrarietà al finanziamento pubblico di progetti nucleari, di fatto non escludendo la possibilità di progetti privati. Un elemento di dibattito portato dal Movimento è la messa in discussione del nucleare di nuova generazione; non ci sono ancora dati sulle ricadute sul piano pratico di queste nuove centrali nucleari.

Impegno Civico

Di Maio a sua volta non si posiziona nettamente contro, ma durante la campagna elettorale ha spesso fatto notare come questa soluzione sia a lungo termine e si debbano fare altri investimenti per non fare chiudere le imprese tra pochi mesi, piegate dalle offerte luce e gas per aziende.

Coalizione di Centrosinistra

Il Partito Democratico, insieme agli altri partiti alleati, è l’unica coalizione che si schiera contro il nucleare, preferendo focalizzarsi su energie rinnovabili come fotovoltaico, geotermico o eolico e senza scorie nucleari. +Europa in particolare si dice favorevole alla ricerca per centrali a Fusione Nucleare, una tecnologia diversa rispetto a quella attuale.

L’Italia attualmente non produce energia elettrica da centrali nucleari, nonostante conservi 4 centrali nucleari dismesse a partire degli anni ’90, al contrario tutti gli altri partner commerciali del G7 sfruttano l’energia nucleare.

  • Francia 69,3% della produzione totale
  • Stati Uniti 18,6% della produzione totale
  • Regno Unito 14,8% della produzione totale
  • Canada 14,4% della produzione totale
  • Germania 11,8% della produzione totale
  • Giappone 6% della produzione totale

L’Italia ha già detto NO al nucleare due volte in passato, rispettivamente nel 1987 con un referendum promosso dai Radicali, figlio del disastro di Chernobyl dello stesso anno, e quello del 2011, che ha visto il disastro nucleare di Fukushima pochi giorni prima del voto, abolendo il piano energetico del governo Berlusconi del 2008 con il 94% delle preferenze.

Nel breve periodo l’investimento sul nucleare non può essere una soluzione per la crisi energetica attuale, perché le infrastrutture presenti sul territorio non possono essere utilizzate e non possono essere prese in considerazione per un piano futuro. Bisognerebbe quindi costruire delle strutture da zero, con tempi che si allungherebbero di anni.

Ad ogni modo l’investimento sul nucleare potrebbe portare l’Italia a una relativa indipendenza energetica negli anni futuri, scongiurando una nuova crisi energetica come quella attuale. Gli investimenti sarebbero cospicui e non indifferenti in quanto dovrebbero includere l’intera infrastruttura nucleare nazionale. Questo però porterebbe anche ad una riduzione del gas e degli idrocarburi come fonti energetiche nel paese, riducendo le emissionim anche se resta da discutere come gestire le scorie nucleari.


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