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Coldiretti, 72^ Giornata del Ringraziamento: con costi alle stelle e siccità a rischio la produzione

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Celebrata oggi la 72^ Giornata del Ringraziamento organizzata da Coldiretti Verona con la S. Messa officiata dal Vescovo di Verona, Mons. Domenico Pompili, nella chiesa di San Fermo. Come da tradizione, al termine della Messa, il Vescovo ha benedetto i mezzi agricoli sul sagrato.

Numerose le autorità presenti tra cui il sindaco Damiano Tommasi, la vice presidente del Consiglio Regionale Elisa De Berti, il presidente di Veronafiere Federico Bricolo, il segretario della Camera Commercio Cesare Veneri, i deputati Ciro Maschio e Flavio Tosi e molti altri esponenti politici.

La Festa del Ringraziamento ha un significato rilevante per il settore agricolo ed è festeggiata dal 1951 dalla Coldiretti in tutta Italia per rendere grazie del raccolto dei campi, per fare un bilancio dell’annata in corso e per chiedere la benedizione di quella nuova.

La Santa Messa è stata accompagnata dai cori della Schola Cantorum di Sommacampagna e del Virgilio Renzi di Trevenzuolo.

Il Vescovo ha sottolineato l’importanza di salvaguardare la terra evidenziando che la Festa del Ringraziamento è un modo per “ricordare la priorità della terra rispetto ai ritrovati e alle innovazioni tecniche dell’uomo”, facendo riferimento anche al cibo sintetico. “Talvolta l’uomo – ha aggiungo il Vescovo – tratta la terra come una cosa da cui estrarre il massimo profitto e invece questa festa ricorda proprio che la terra è la nostra madre donata da Dio e che dobbiamo trovare il modo di valorizzarla nella maniera più rispettosa e intelligente possibile”.

Il Vescovo ha sottolineato che la festa è anche un «modo per ringraziare tutti i coltivatori che con sacrificio rendono possibile che l’alimentazione sia un diritto per tutti». Durante l’omelia, dopo aver spiegato il brano del Vangelo con l’incontro tra Gesù e Zaccheo, Monsignor Pompili ha ricordato i versi del drammaturgo e poeta norvegese Henrik Johan Ibsen: “Il denaro può comprare la buccia di molte cose, ma non il seme; può darvi il cibo, ma non l’appetito, la medicina ma non la salute, i conoscenti ma non gli amici, i servitori ma non la fedeltà, giorni di gioia ma non la pace o la felicità”.

“La pandemia prima e la crisi energetica di quest’anno – sottolinea il presidente di Coldiretti Verona Alex Vantini – hanno dimostrato la centralità dell’agricoltura e di conseguenza del cibo per i cittadini, oltre alla necessità di garantire l’autonomia alimentare del Paese in uno scenario globale segnato da distorsioni commerciali, accaparramenti e speculazioni che mettono a rischio gli approvvigionamenti. Tutti i comparti agricoli, da quello ortofrutticolo allo zootecnico dal florovivaismo ai seminativi, sono in sofferenza per l’aumento dei costi, tanto che più di un’azienda su tre (34%) sta lavorando in perdita. Si va dal +170% dei fertilizzanti al +129% per il gasolio ma rincari sono in aumento per l’intera filiera. Il risultato è un rincaro dei prezzi al consumo con il rischio anche di tagli alla produzione e un ulteriore aumento della dipendenza dall’estero con un pericoloso abbassamento degli standard di qualità e di sicurezza alimentare”.

“In questa situazione già difficile – precisa Vantini – si aggiunge il caldo record che ha fatto scattare l’allarme siccità fuori stagione per le semine autunnali dei cereali, come grano, orzo e frumento oltre a colture come verze e radicchio, con le piogge che non sono state sufficienti. Gli imprenditori agricoli stanno intervenendo addirittura con irrigazioni di soccorso per non compromettere i raccolti con un aumento di spese per il gasolio per far funzionare gli impianti di irrigazione. È necessario intervenire subito per contenere il caro energia ed i costi di produzione con misure immediate per salvare aziende, stalle e strutturali per programmare il futuro, anche con accordi di filiera tra imprese agricole ed industriali con precisi obiettivi qualitativi e quantitativi e prezzi equi che non scendano mai sotto i costi di produzione. Un impegno che va sostenuto anche con interventi diretti equiparando le imprese dell’agroalimentare alle aziende energivore per tutte quelle misure che le riguarderanno in modo da garantire la produttività nelle nostre campagne e per non far gravare gli aumenti dei costi sui consumatori”.

Il caldo anomalo di ottobre classifica, fino ad ora, il 2022 in Italia come il più caldo mai registrato dal 1800 con una temperatura addirittura superiore di quasi un grado (+0,96 gradi) rispetto alla media storica ma si registrano anche precipitazioni ridotte di 1/3.

“Una conferma del cambiamento climatico in atto – precisa il direttore di Coldiretti Verona Giuseppe Ruffini con una tendenza alla tropicalizzazione che si manifesta con una più elevata frequenza di manifestazioni violente, sfasamenti stagionali, precipitazioni brevi ed intense ed il rapido passaggio dal sole al maltempo, con sbalzi termici significativi che compromettono le coltivazioni nei campi. Preoccupa, inoltre, la prospettiva di un mese di novembre con il caldo che sta provocando l’allungamento della fase vegetativa delle piante con il rischio di far ripartire le fioriture e di esporle ai danni di un prevedibile successivo abbassamento delle temperature con il conseguente diminuzione del potenziale produttivo delle coltivazioni”.

In occasione della Giornata del Ringraziamento, al Mercato coperto di Campagna Amica in Galleria Filippini è iniziata la raccolta firme per la campagna #nocibosintetico per dire “no ai prodotti Frankenstein e sì ad una sana alimentazione”, come il latte senza mucche e la carne generata in laboratorio, promossa da Coldiretti, Fondazione Campagna Amica, Filiera Italia e World Farmers Markets Coalition su tutto il territorio nazionale. Secondo Coldiretti le multinazionali del cibo in provetta stanno cercando di imporre al mercato il cibo sintetico: la carne prodotta in laboratorio, il latte senza mucche fino ad arrivare al pesce senza mari, laghi e fiumi. Prodotti che rischiano di inondare in breve tempo il mercato europeo poiché già ad inizio 2023 potrebbero essere introdotte a livello Ue le prime richieste di autorizzazione all’immissione in commercio. “Nell’operazione – precisa il direttore Ruffini – sono coinvolte tutte le articolazioni dell’Organizzazione provinciale attraverso i mercati dei produttori, gli agriturismi e gli uffici periferici. Sfrutteremo le svariate occasioni di presenza capillare, dalle manifestazioni alle rassegne dedicate alle tipicità locali”.


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