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Classifica ecosistema urbano 2022: buoni risultati per il Veneto ma Verona perde 18 posizioni

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Rapporto ecosistema urbano 2022. Sono 105 le città prese in considerazione dall’annuale classifica che analizza le performance ambientali delle città capoluogo di regione di medie e grandi dimensioni. In Veneto sono stati registrati buoni risultati su rifiuti e ambiente ma Verona perde 18 posizioni classificandosi al 83esimo posto.

“Il Veneto riciclone per antonomasia in tutta Italia – commenta il Presidente Luca Zaia -, il Veneto capace di migliorare la qualità dell’aria lavorando assieme alle altre regioni del Bacino Padano, promosso a pieni voti da Goletta Verde per la qualità delle sue acque, spesso accusato di voler cementificare e che in realtà dimostra di aver saputo attuare politiche e scelte che vanno in direzione della qualità ambientale senza penalizzare lo sviluppo”.

I risultati conseguiti dal Veneto sono stati riportati oggi nel 29esimo rapporto di Legambiente e Ambiente Italia. Una classifica delle città italiane basata sui punteggi assegnati ai 18 parametri legati a obbiettivi di sostenibilità. I punteggi identificano il tasso di sostenibilità dei comuni italiani rispetto a una città ideale, che raggiunge il massimo dei punti assegnabili per ciascuno degli indici considerati.

“Belluno, Treviso e Venezia sono tra le venti città più virtuose d’Italia. Il rapporto, condotto in collaborazione con Il Sole 24 Ore, pone Belluno nel podio, che scala la classifica di ben cinque posizioni rispetto allo scorso anno, con Treviso che guadagna la sesta posizione – prosegue il Governatore -. Con ben due province venete nella top ten il Veneto dimostra, con percentuali significative di miglioramento rispetto al passato, di aver avviato iniziative di successo in tutte le sei aree tematiche prese in esame, cioè aria, acque, rifiuti, mobilità, ambiente urbano ed energia”.

“Il Veneto conferma di aver avviato politiche specifiche legate all’ambiente, nell’ambito della raccolta differenziata e nella produzione annua di rifiuti pro capite – commenta il Governatore -. C’è sicuramente ancora molto da fare e la nostra visione non deve soffermarsi su questi successi, ma deve guardare alle nuove priorità”.

A Verona anche per il 2021, anno preso in analisi, si rileva una immobilità quasi totale delle scelte ambientali e di pianificazione della città e questo le fa perdere 14 posizioni rispetto allo scorso anno. Secondo i dati raccolti la qualità dell’aria non è migliorata, è stato infatti sforato di 16 volte il limite di giornate la cui soglia di inquinamento è tollerabile per legge. Sul piano dei rifiuti negli ultimi due anni è calata la produzione pro capite ma la raccolta differenziata rimane sotto gli obiettivi di legge del 65%.

Dal punto di vista della mobilità, le politiche pubbliche veronesi sul trasporto pubblico locale non favoriscono l’uso di sistemi alternativi ed è ancora scarsa la disponibilità di piste ciclabili. Secondo il rapporto, i consumi idrici sono calati di poco ed è rimasta sostanzialmente invariata la situazione delle perdite in rete. Infine, non c’è stato alcun importante incremento delle aree verdi negli ultimi 3 anni e i due maggiori parchi urbani di Verona, il parco delle mura e il parco dell’Adige, da oltre 15 anni attendono un piano di gestione ambientale.


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