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A San Michele la panchina dei diritti in memoria di Giulio Regeni

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È stata inaugurata al parco Achille Forti a San Michele Extra la panchina gialla in memoria di Giulio Regeni. Presenti gli esponenti del movimento civico Traguardi, nonchè promotori dell’iniziativa, e Silvia Savoia, referente per Verona di Amnesty International, l’organizzazione che lotta contro le ingiustizie e in difesa dei diritti umani e che insieme alla famiglia Regeni promuove a livello nazionale questa azione simbolica all’interno della campagna di sensibilizzazione “Verità per Giulio Regeni”.

“Esigere verità per Giulio Regeni è un dovere morale e civico in nome dei diritti, della libertà e dell’uguaglianza di ogni cittadino e per tutti coloro che nel mondo non trovano giustizia né pace”, afferma Mirko Filippini, vicepresidente della Settima Circoscrizione e promotore dell’intitolazione.

“Ancora oggi non è stata fatta chiarezza, per questo serve mantenere viva l’attenzione collettiva sulla vicenda di Regeni – prosegue Filippini -. La volontà di collocare la panchina in questo spazio verde pubblico, che è un luogo di aggregazione molto importante per il quartiere di San Michele e non solo, nasce proprio dall’intento di catturare l’attenzione dei passanti e allo stesso tempo far riflettere su tematiche fondamentali come, appunto, la tutela dei diritti. Con una funzione anche commemorativa”.

Alla cerimonia di inaugurazione ha partecipato il presidente della Settima Circoscrizione, Carlo Pozzerle: “Con questa iniziativa la Settima Circoscrizione, e più in generale la città di Verona rinforzano la loro voce nell’ambito del movimento politico e di opinione che chiede sia fatta luce e detta la verità sul caso di Giulio Regeni, diventato l’emblema di una generazione il cui coraggio e il cui impegno vengono spesso ingiustamente sottovalutati. Il suo esempio e tutto il suo lavoro ci parlano dell’importanza della tutela dei diritti, individuali e sociali, che per loro natura sono per tutti oppure non sono per nessuno. Arrivare alla verità è dunque un atto che dobbiamo anche a noi stessi, oltre naturalmente che alla famiglia, che con altrettanto coraggio e determinazione lotta da anni perché sia fatta vera giustizia su questa straziante vicenda”.


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