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Aeroporto Catullo, Cgil all’attacco della cassa integrazione: “Come usare la morfina per l’influenza”

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Su richiesta della Filt Cgil Verona l’Ispettorato del Lavoro ha comunicato l’avvio delle verifiche di congruità in merito alla richiesta di cassa integrazione e all’attivazione dei contratti di solidarietà da parte delle due società di handling (servizi a terra), GH Verona e AGS handling, che operano all’Aeroporto Catullo con circa 200 lavoratori complessivamente occupati.

“Il ricorso ad istituti importanti come la cassa integrazione e i contratti di solidarietà, che pesano sulla collettività e che sono stati pensati per assicurare protezione ai lavoratori in periodi di crisi, ci appare come Cgil clamorosamente inopportuno a fronte della fase di forte ripresa che caratterizza il settore dei voli civili, in particolare a Verona” spiega Alessandro Poles, Segretario Generale della Filt Cgil Verona.

“Appena qualche settimana fa – prosegue Poles – i vertici del Catullo ci illustravano come il traffico aereo nello scalo veronese abbia raggiunto un ragguardevole 18% rispetto al 2018-2019, annata top degli ultimi vent’anni. Venezia, per dire, è ferma al -25%. Per quanto riguarda nello specifico le società di handling del Catullo, esse risultano aver accumulato un monte ferie di oltre 20 giorni per lavoratore, e nelle altre città, ad esempio Venezia, stanno assumendo”.

“Dunque, dopo una estate andata bene, e a fronte delle buonissime prospettive per le feste natalizie, è inaccettabile ed immorale che si chieda di attingere alle risorse della cassa integrazione e che si impongano ai lavoratori nuovi sacrifici attraverso i contratti di solidarietà. Ancora più incomprensibile è che la richiesta di ammortizzatori sociali abbia trovato sponda e sostegno da parte di qualche organizzazione sindacale (che ha già accettato l’attivazione dei contratti di solidarietà fino ad aprile 2023) e che la Cgil sia rimasta l’unica sigla ad opporsi a questa manovra iniqua e sprecona”.

“Per essere chiari – conclude Poles – novembre è sempre stato un periodo di calo fisiologico per il settore dei voli, prevedibilissimo. Pensare di alleviarlo con gli ammortizzatori sociali è come ricorrere alla morfina per curare una banale influenza stagionale. Il rischio di assuefazione e di dipendenza è talmente alto che le aziende hanno cominciato ad introdurre l’uso degli ammortizzatori nella propria programmazione annuale. Tanto un sindacato che ne appoggi le richieste lo trovano sempre! Come Cgil ci opponiamo a questo andamento e, ormai esperite le procedure di raffreddamento, non escludiamo il ricorso allo sciopero prima dell’entrata in vigore del periodo di “franchigia” di dicembre. Ce lo stanno chiedendo tanti lavoratori esasperati ed arrabbiati da questa situazione”.


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