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Caso Agsm, la replica di Verona Domani: “La richiesta di dimissioni di Casali e Vanzo è immotivata”

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“Una perfetta operazione in stile spoil system per accontentare amici e delusi della sua compagine politica, sempre più numerosi, a caccia di posti nelle aziende municipalizzate veronesi. Ci auguravamo che si fosse trattato di un abbaglio da parte del sindaco, magari mal consigliato da qualche suo consigliere o assessore, desideroso di impossessarsi quanto prima di posizioni apicali negli enti. Così evidentemente non era. Alla faccia delle competenze, dei curriculum, del buon operato dei singoli componenti dei Cda, dei risultati ottenuti e soprattutto di quanto dichiarato dallo stesso sindaco, che subito dopo la sua elezione aveva assicurato e promesso su tutti gli organi di informazione locali e regionali, che mai avrebbe cambiato gli organi e i vertici delle società, che sarebbero quindi andati a scadenza naturale. Il sindaco rinnega quindi se stesso e la sua richiesta di dimissioni, oltre ad essere assolutamente inaccettabile, immotivata ed incomprensibile, presenta inoltre numerosi punti oscuri e poco chiari. Bene ha fatto il presidente Casali a respingere fermamente le dimissioni, esprimiamo il nostro pieno appoggio a lui e alla consigliera Vanzo”.

A dirlo sono i rappresentanti di Verona Domani, alla luce della richiesta della convocazione dell’Assemblea dei Soci di Agsm-AIM da parte di  Tommasi, con all’ordine del giorno la revoca del presidente del gruppo Stefano Casali e del consigliere di amministrazione Francesca Vanzo.

“È incomprensibile come alla vigilia dell’esito delle delicatissime verifiche relative all’indagine sull’operazione Compago, un’operazione ideata e voluta dal Consigliere delegato Stefano Quaglino, il sindaco chieda le dimissioni e la revoca del mandato ai 2 consiglieri veronesi Casali e Vanzo. Una scelta irrazionale ed imprudente, presa senza neanche leggere il responso di un’indagine esterna, chiesta tra l’altro anche dall’amministrazione comunale, che arriverà tra un paio di giorni – ha affermato il consigliere comunale di Verona Domani Paolo Rossi –. Proprio i 2 esponenti veronesi, su sollecitazione del Collegio sindacale e con voto unanime di tutti i consiglieri di amministrazione della holding, avevano disposto un’accurata verifica sul caso Compago. Un’analisi autonoma, autorevole, esterna ed indipendente, assolutamente doverosa e resa quanto mai necessaria, alla luce di numerosi aspetti poco chiari legati al progetto del Consigliere Quaglino, sia sotto il punto di vista industriale, che economico, patrimoniale e reputazionale del gruppo Agsm-Aim. Fa quindi sorridere e stupisce come i destinatari dell’ultimatum di Tommasi siano coloro i quali hanno promosso iniziative unicamente finalizzate alla tutela e alla salvaguardia di Agsm-Aim e della città di Verona e non invece colui che potenzialmente ha esposto a rischi ed operazioni non convenienti e sbagliate il gruppo, penalizzando di conseguenza la governance veronese, l’amministrazione Comunale e gli utenti veronesi”. 

“Il presidente Casali, oltre a vantare un curriculum ed un’esperienza amministrativa con pochi eguali a Verona, ha sempre operato con il chiaro mandato di tutti i consiglieri della holding, cercando di proteggere quello che è un patrimonio dei veronesi da possibili danni di natura economica – conclude il gruppo Verona Domani -.  È infatti impensabile che di fronte ad un’operazione di 67 milioni di euro di soldi di cittadini veronesi e di fronte ad un’operazione che ha provocato enormi dubbi e perplessità da parte di tutti, sindaco di Vicenza e Tommasi in primis, il presidente di Agsm non si attivi per verificare la correttezza e l’opportunità della stessa. Cosa che Casali ha correttamente e prontamente fatto. Siamo certi che il presidente di Agsm farà valere le sue ragioni in tutte le sedi amministrative e giudiziarie”.


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