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Caos Agsm-Aim, alla fine dei conti a pagare il prezzo più alto saranno ancora una volta i Veronesi

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Verona con le sue aziende partecipate non ha mai avuto un rapporto facile, d’altronde non sono solo un “poltronificio”, ma anche dei bacini di voti da tenere in conto per chi ha ambizioni politiche. Sta di fatto che gli scossoni che stanno investendo Agsm-Aim, che è tra gli asset più importanti della città, mostrano ancora una volta l’opacità nella gestione di questioni importanti che riguardano i Veronesi che, a conti fatti, dovrebbero essere i veri azionisti e pure clienti della holding.

A far scoppiare le cose questa volta è stata l’operazione di acquisizione del 35% di Compago, società commerciale di energia e gas di Milano; ma in quale quadro strategico si inserisce questa iniziativa? E perché solo dopo che si è lasciato affossare il progetto ci si è chiesti se il prezzo d’acquisto delle quote fosse coerente e solo adesso si stanno facendo le verifiche del caso?

Ma la disputa non si ferma solo a questo, dopo la richiesta di dimissioni del presidente Casali e della consigliera Vanzo da parte del sindaco Tommasi (con la contestuale apertura alla presentazione di nuove candidature), sono venuti fuori, sulla stampa vicentina e veronese, possibili scandali di affidamenti diretti milionari senza gara, deleghe revocate e divieti incrociati nell’assunzione di “amici di amici”. Insomma Agsm-Aim sembra diventato un gran calderone dentro il quale buttare una serie di rifiuti indigesti per la città di Verona – fosse stato così anche per Ca’ del Bue avremmo chiuso almeno quel capitolo. Una situazione che alla città sta costando cara in termini di credibilità nei rapporti con il socio vicentino e di immagine con i cittadini stessi.

Lo scontro poi dalle stanze di Agsm-Aim si è spostato in quelle della politica, che ancora una volta si sta mostrando spaccata su un argomento di vitale importanza per la città. Sopra il chiacchiericcio di tanti si è sollevata la voce di Verona Domani, che si è detta disposta a sostenere il proprio capo politico, Stefano Casali, in tutte le sedi legali, ma non manca chi anche a destra, punta il dito sulla gestione di Presidente e Consigliere Delegato, da questo prima nominato e adesso disconosciuto.

Alla fine dei bisticci e dei giochi di forza e di careghe, la questione è solo una: i cittadini già pagano bollette salatissime – e verrebbe da chiedersi cosa abbia fatto Agsm Aim contro il caro energia – e, la politica non dovrebbe peggiorare il tutto con i suoi malumori e operazioni che forse andavano studiate un po’ meglio.

Se Verona ha davvero intenzione di rimettersi in carreggiata deve riprendere le redini della partecipate, tutte, senza dimenticarne neanche una, e rilanciare così tutti gli asset più importanti della città prima che ne restino solo piccoli pezzetti e vengano poi raccolti (al miglior prezzo) dal primo che passa.


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