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Nuovo Codice Appalti, le Associazioni di categoria: “Semplificazione norme per andare avanti con il Pnrr”

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La filiera delle costruzioni chiede di essere coinvolta nella stesura del nuovo Codice Appalti, una riforma fondamentale per la realizzazione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. Lo schema di decreto è ora in mano all’Esecutivo che, dopo il passaggio in Conferenza Unificata, dovrà decidere quando presentarlo in Consiglio dei Ministri. Dalla stesura del nuovo codice appalti dipende infatti la realizzazione dei lavori del Pnrr e quindi l’obiettivo è quello di arrivare a un testo che possa tener conto del contributo di chi tutti i giorni si confronta in cantiere con le regole.

“Il Codice Appalti è di nuovo oggetto di revisione – spiega Carlo Trestini presidente di Ance Verona –. L’obiettivo non deve essere una riscrittura, il nostro scopo è quello di arrivare in tempi brevi a un Codice con una normativa semplificata che garantisca trasparenza, concorrenza ed efficienza, per evitare che il Paese si fermi di nuovo”.

“Questo lavoro di stesura speriamo vada ad incidere in particolare – continua Trestini – sulla semplificazione delle norme in modo da rendere più applicabili le procedure e sul localismo, e quindi che entro determinati importi si privilegino le imprese del territorio. Le nostre proposte sono in discussione e abbiamo avviato un’interlocuzione con i ministeri competenti per sistemare le norme più macchinose che faticano a fare attuare le intenzioni della Pubblica Amministrazione, e rallentano perciò il Pnrr”.

“L’obiettivo del nuovo codice appalti non deve essere punitivo – insiste Trestini -. Il mondo delle imprese non deve essere visto con sospetto, ma il codice deve essere uno strumento di verifica normativa, non è facendo di tutta l’erba un fascio che si risolvono le storture del sistema, come è stato fatto con i bonus, ghigliottinati senza una visione sul lungo periodo”.

“Siamo consapevoli – afferma Roberto Boschetto, Presidente di Confartigianato Imprese Veneto – dell’estrema ristrettezza dei tempi a disposizione per la riforma, dettati dalle scadenze negoziate con l’Unione Europea ma, come Anaepa Confartigianato Edilizia assieme alla filiera delle costruzioni a cui aderiamo e composta dalle altre sigle di categoria, chiediamo di poter essere coinvolti con l’obiettivo di dotare il Paese di uno strumento cruciale per l’avvio dei cantieri e non ripetere gli errori del passato”.


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