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Nuova mostra a Castelvecchio tra antiche chiavi, grandi forzieri e tesori segreti

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Chiavi, serrature, lucchetti e scrigni, per un viaggio fantastico nell’ingegno dell’arte antica delle casseforti. Un nuovo percorso espositivo allestito al Museo di Castelvecchio che mette in luce l’esito di un progetto di ricerca nato dalla collaborazione tra il Museo e l’azienda Conforti di San Martino Buon Albergo, produttrice di casseforti e sistemi di sicurezza integrati da più di cento anni a Verona.

L’esposizione della collezione Clavis, curata da Antonella Arzone e Valentina Conforti, diventa un’occasione unica per mostrare, in sala Boggian, anche monete, sigilli e forzieri che fanno parte del patrimonio dei Musei Civici di Verona.

“Il meglio della collezione Conforti si mostra in una speciale esposizione che presenta al pubblico l’affascinante creatività di un’arte antica – ha sottolineato l’assessora alla Cultura Marta Ugolini –, dove ingegno, meccanica e complessità si uniscono per generare piccoli e grandi capolavori di meccanica. Un’opportunità unica nel suo genere, con pezzi esposi affascinanti, in grado di rapire immediatamente lo sguardo del visitatore”.

“Arti applicate di straordinaria qualità – ha dichiarato la direttrice dei Musei civici Francesca Rossi – che ti fanno entrare in un mondo fantastico, come una cassaforte del ‘700 che sembra uscire dagli arredi immaginati nelle produzioni di Herry Potter. Un viaggio quindi tra fantasy e realtà, dove chiavi, forzieri e monete mostrano tutto l’ingegno e la straordinaria qualità produttiva di un’arte antica. Oggetti che mostrano la storia, dall’epoca preromana fino al passaggio industriale, alla scoperta di vere e proprie opere d’arte cesellate a mano, nate dalle sapienti mani e dall’ingegno degli artigiani del ferro battuto”.

La valenza dell’ingegno

L’ingegno è l’intelligenza creativa e pratica, nello specifico applicata alla produzione di oggetti spesso di grande complessità di realizzazione. Ma è anche la terminazione sagomata o a dentelli di una chiave e la parte di un cilindro dove agisce la rotazione per azionare il chiavistello della serratura.

La collezione Clavis e i pezzi esposti

La raccolta, iniziata da Leopoldo Conforti oltre cinquant’anni fa, comprende chiavi, serrature, lucchetti, forzieri, scrigni, casseforti e porte. La selezione dei pezzi esposti ricostruisce l’evoluzione delle tecniche di lavorazione del materiale e degli stili figurativi in un ampio arco cronologico e geografico. Un viaggio nella storia, attraverso secoli e civiltà, sulla falsariga dei manufatti in metallo che hanno ottemperato alla funzione di chiudere, proteggere, preservare, ma anche di autenticare.

Tra gli esemplari notevoli della collezione Clavis troviamo esposte le chiavi ‘a rosone’, in cui la solidità e la potenza del metallo sembrano smaterializzarsi nella grazia di un merletto e le chiavi ‘a lanterna’, dove l’arte del fabbro supera le più alte difficoltà tecniche.

Al gotico rinascimentale francese del XIV secolo risale un esemplare di serratura, eccellente per la complessità della scena realizzata con lavorazione a cera persa, poi a sbalzo e a cesello. La composizione presenta una struttura a libro articolata in tre riquadri che rappresentano il Purgatorio, la Crocifissione e l’Inferno. Ai piedi della croce, una salamandra simbolicamente rimanda al concetto della Risurrezione, ma tecnicamente nasconde la toppa della chiave che con la rotazione fa scorrere il chiavistello e sblocca la cerniera del coperchio di un contenitore per oggetti liturgici.

Esposta all’esterno del percorso principale di visita, la grande cassaforte Mazzoni, prodotta a Milano nel 1769, ha diverse importanti caratteristiche di tipo estetico e funzionale.

Le collezioni civiche in mostra

La mostra è anche occasione per esporre, insieme ai beni della raccolta Clavis, segmenti preziosi delle collezioni civiche portati per la prima volta a conoscenza del pubblico: tra questi una serie di sigilli di età medievale e moderna. I sigilli sono le ‘chiavi’ del sistema di autenticazione di atti e documenti poiché recavano i segni distintivi di un’autorità incisi nella matrice. Nel corso dei secoli si sono presentati nei sigilli, in formule figurative ricorrenti, dignitari secolari o ecclesiastici, persone singole o enti.

Tra le matrici che verranno esposte, ci sono quelle del Comune di Verona del XII secolo e del 1474 con san Zeno e l’iscrizione Verona Minor HierusalemInoltre, quattro sigilli del XIII e XIV secolo appartenenti al mondo veronese e quello di un componente della famiglia Scrovegni di Padova, con la caratteristica figura della scrofa. Le chiavi della città di Verona all’epoca del Regno Lombardo-Veneto e un ripostiglio di monete di età scaligera completano le testimonianze dei Musei Civici.

Tutte le informazioni sul sito del Museo di Castelvecchio.


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