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Progetto di abbattimento delle ex piscine lido di viale Galliano, la politica si interroga sul futuro dell’area

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Dopo la proposta del progetto di abbattimento delle ex piscine Lido Galliano, è dura la presa di posizione del gruppo Fare con Tosi: “Un’Amministrazione che non sa progettare e pensare in grande agisce solo sull’emergenza, privando la Città di servizi strategici ed essenziali – commenta Patrizia Bisinella –. Se è vero che demolire le strutture fatiscenti può essere una parziale risposta alle nostre tante richieste di intervento in materia di sicurezza della zona, evitare di progettare la riqualificazione o la ristrutturazione degli impianti natatori significa decidere di togliere un servizio atteso e un punto di ritrovo fondamentale per i veronesi. Ricordo infatti – conclude – che la Terza Circoscrizione è la più popolosa della città, con 32 kmq di espansione e oltre 60mila abitanti e in questo modo si sceglie di privare la stessa, oltre che il centro, di un luogo che nei decenni ha rappresentato uno dei fulcri dello sport della nostra città. Manca capacità amministrativa e visione strategica e parlare di valutazione in corso di future destinazioni significa rimandare alle calende greche! Basti pensare inoltre che proprio lì accanto sorge l’impianto dove si allenava la giovane Pellegrini con il suo allenatore, il compianto Castagnetti. Ci aspettiamo una risposta veloce e concreta con tempi certi di realizzazione sul futuro di quell’area.”

A dire la sua anche il gruppo di +Europa: “La vicenda del Lido, da anni in totale e irreversibile degrado, è emblematica di come è stata malgovernata Verona negli ultimi anni. Infatti già durante la prima amministrazione Tosi il nostro esponente, ora Presidente della Fondazione Bentegodi, Giorgio Pasetto, anche a nome di Più Europa Verona, aveva evidenziato il problema e, di recente, aveva formulato un’idea per la riqualificazione dell’area in modo dettagliato”.

“Ora l’amministrazione Tommasi ha fatto sua la nostra proposta, soprattutto in considerazione del fatto che nel frattempo altri complessi ludico/natatori sono stati realizzati e che i costi di esercizio delle piscine sono sempre più pesanti. Un recupero degli impianti con la destinazione attuale avrebbe inoltre un costo proibitivo”.

“Proprio in considerazione di tutto questo la nostra proposta prevede un ‘parco sport e della salute’ con attrezzature per attività fisica all’aria aperta, verde e percorsi di jogging.

Questo era il sunto: ci sono evidenti criticità difficilmente superabili per un privato, a cominciare dai vincoli demaniali essendo l’area adiacente alle mura storiche della città, nonchè il fatto che per loro natura le piscine potrebbero essere aperte solo nei mesi estivi e, non da ultima, la drammatica situazione degli impianti ormai fatiscenti. Ripristinare gli impianti richiederebbe uno sforzo enorme di efficientamento energetico, considerando la bolla speculativa energetica in atto, improponibile”.

“La proposta, coinvolgendo anche le specifiche competenze presenti all’interno della Fondazione Bentegodi, è quella di un progetto completamente nuovo, con la trasformazione in parco verde di tutta l’area e il posizionamento di attrezzature fisse per l’attività fisica all’aperto. In sostanza si tratterebbe di realizzare un vero e proprio parco dello sport e della salute che, oltre a non avere i proibitivi costi di realizzazione e manutenzione di un impianto natatorio, contribuirebbe a rendere più vivibile Verona, sull’esempio di molte città europee (es. Valencia)”.  


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