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Crisi Tpl, Bigon (Pd): “Non si possono lasciare a piedi i ragazzi, la Regione intervenga con uno stanziamento”

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“Sono ormai nell’ordine delle centinaia le corse del servizio di trasporto pubblico locale su gomma che ogni giorno saltano a Verona in ambito urbano ed extraurbano. La situazione attuale, con una sempre più grave carenza di autisti e relazioni sindacali tese al limite della rottura, non è più sostenibile nemmeno nel breve periodo. Mai il nostro territorio aveva conosciuto criticità così gravi che compromettono il diritto alla mobilità delle persone, studenti e lavoratori in primis. Non è accettabile che si lascino a piedi i ragazzi”, scrive in una nota Anna Maria Bigon, consigliera regionale Pd.

“È improcrastinabile un intervento urgente da parte della Regione Veneto con lo stanziamento di un contributo importante che possa favorire, a Verona e ovunque ce ne sia bisogno, lo sblocco delle trattative per il rinnovo del contratto integrativo aziendale e incentivare l’incremento dei mezzi da mettere in strada per garantire il trasporto di studenti e lavoratori. Salari fermi e condizioni di lavoro al ribasso sono infatti i fattori maggiormente responsabili dell’incapacità del Tpl di attrarre lavoratori esperti e giovani desiderosi di avviare una carriera in questo settore”, continua la nota.

“Venezia non può più stare a guardare, lo dove a decine di migliaia di famiglie veronesi e venete sulle quali ricadono i costi e le conseguenze della crisi del tpl, che ogni santo giorno devono ingegnarsi per portare i figli a scuola con propri mezzi. Lo deve anche a se stessa, con rispetto a decenni di disimpegno dal settore delle politiche della mobilità pubblica durante i quali ha completamente rinunciato a contribuire in maniera significativa ad integrazione del fondo nazionale del trasporto pubblico locale”, prosegue Bigon.

“Dopo l’emergenza si dovrà ragionare anche sulla incapacità di questa giunta regionale di garantire i servizi in settori fondamentali e vitali per qualsiasi comunità come i trasporti, la salute, l’ambiente e la casa. Da troppo tempo il Veneto si distingue negativamente, è ora che chi ha avuto responsabilità nello scadimento dei servizi ne risponda ai cittadini”, chiude la nota.


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