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Pfas, salute e sicurezza: a che punto siamo?

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L’Assessore regionale alla Sanità, Manuela Lanzarin, è intervenuta oggi in Consiglio regionale per rispondere con un’ampia relazione a un’interrogazione rivolta alla Giunta veneta in materia di inquinamento da Pfas.

“Pur nell’ambito di una sacrosanta dialettica che si è dipanata in questo periodo – dice la Lanzarin – ringrazio il Consiglio per l’attenzione rivolta a questo problema di salute pubblica e per l’approccio a un tema così delicato. Come Regione abbiamo attivato una complessa serie di indagini epidemiologiche per valutare l’impatto delle ‘esposizione sulla salute della popolazione, attraverso la valutazione dell’esposizione e dei suoi determinanti, l’analisi del profilo di salute della popolazione esposta e l’approfondimento sull’associazione tra esposizione ed esiti di salute. Il tutto sempre nella massima trasparenza, pubblicando i risultati sul sito della Regione (https://regione.veneto.it/web/sanita/pfas-popolazione-esposta) e in pubblicazioni scientifiche”.

“Un lavoro fatto con impegno costante e senza lesinare risorse, umane ed economiche – sottolinea la Lanzarin – al punto che, ultima volta in agosto, l’Istituto Superiore di Sanità ci ha espresso ‘apprezzamento per l’imponente impegno in risposta alla contaminazione da Pfas nell’area a cavallo delle province di Vicenza, Verona, e Padova. Le attività intraprese hanno dato corpo a una eccellente risposta di sanità pubblica, con azioni di intervento immediato per l’identificazione e il contenimento della contaminazione, accompagnate da un prezioso lavoro di ricerca e attraverso una efficace sinergia istituzionale’. 

“In questo quadro – prosegue Lanzarin – la sfida deve continuare, perché purtroppo, in Veneto come altrove in Italia, non è ancora del tutto vinta. Per cui porteremo avanti tutti gli ulteriori approfondimenti epidemiologici che si dovessero ritenere di attuare, su indicazione dell’ISS o del Ministero della Salute. Sinora le attività, per le quali abbiamo ricevuto il plauso dell’ISS sono state rivolte a diversi filoni – ricorda – tra cui Biomonitoraggio umano, studio coordinato dall’Istituto superiore di Sanità negli anni 2015-2016; Piano di sorveglianza sanitaria sulla popolazione esposta e sui lavoratori della ditta RIMAR-MITENI; studio di biomonitoraggio sul comune di Trissino; Studi sul profilo di salute della popolazione esposta in relazione a mortalità, prevalenza di patologie cronico-degenerative, incidenza di tumori, esiti materno-infantili; Studio di coorte occupazionale sui lavoratori della ditta RIMAR-MITENI; Studio sull’associazione tra concentrazioni sieriche di PFAS e biomarcatori, basato sui dati raccolti attraverso il Piano di sorveglianza sanitaria regionale”.

“Ora – aggiunge – l’Istituto Superiore di Sanità ha sottolineato l’utilità di programmare ulteriori indagini per ampliare le conoscenze a livello locale e internazionale “a fronte di nuove conoscenze scientifiche e di nuove molecole della stessa famiglia”, con l’evidente intento di aggiornare le analisi parallelamente al continuo evolversi delle conoscenze scientifiche.  Proprio per questo motivo la Regione ha incaricato Azienda Zero, che ha al suo interno le strutture competenti in ambito epidemiologico, di coordinare con l’istituto gli ulteriori approfondimenti. E’questo – conclude la Lanzarin – l’orizzonte al quale guardiamo, con la massima concretezza e decisione, senza tentennamenti o incertezze e senza lesinare, qualora risultasse necessario, l’utilizzo di risorse economiche”.


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