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Sanità, Pd “La manovra affonda i servizi, alla mobilitazione di sabato a Roma oltre 200 veronesi”

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“La Presidente del Consiglio dei Ministri Giorgia Meloni ha un bel dire che il suo governo non taglia la sanità: conti alla mano, i tre miliardi ‘aggiuntivi’ recentemente promessi dalla premier saranno appena sufficienti a coprire il rinnovo dei contratti di lavoro di medici, infermieri e operatori socio sanitari (2,4 miliardi). Altri 600 milioni verranno impiegati per acquistare dal privato prestazione specialistiche aggiuntive utili soltanto a tamponare (non certo a risolvere) le ancora chilometriche liste di attesa. I 2,4 miliardi rimanenti, stanziati ancora con la manovra dell’anno precedente, se li divorerà l’inflazione ancora galoppante”. 

Così il segretario provinciale Pd Verona Franco Bonfante e il segretario organizzativo Riccardo Olivieri introducono uno dei temi principali che saranno al centro della manifestazione nazionale del Pd di sabato prossimo a Roma alla quale parteciperanno circa 200 veronesi che hanno già prenotato un posto sui treni Freccia Rossa messi a disposizione dal Partito. Altri arriveranno nella Capitale con mezzi propri. 

“E poi: niente assunzioni, nessun potenziamento degli organici, sanità territoriale che continua ad arrancare anche per il ridimensionamento sull’attuazione del Pnrr operato a settembre dal governo” aggiunge la segretaria cittadina Alessia Rotta. “La revisione, in termini peggiorativi, del calcolo delle pensioni di medici e infermieri avrà l’effetto di accelerare la fuga già in corso dal settore pubblico verso il privato. Ma alla galleria degli errori (e degli orrori) di questa manovra possiamo aggiungere anche il taglio del fondo per la disabilità e il mancato finanziamento della Legge sulla Non Autosufficienza richiesta dall’Europa e promossa dal Governo Draghi”. 

“La manovra rischia davvero di rappresentare un colpo mortale per la sanità” conferma Anna Maria Bigon, consigliera regionale Pd, vicepresidente della Commissione regionale sanità e sociale. “Come Pd Veneto sosteniamo la necessità di portare lo stanziamento al 7,5% del Pil, almeno un punto di più rispetto a quanto previsto dal Governo, indispensabile a rilanciare le assunzioni nella sanità pubblica. In tale contesto, il taglio delle pensioni dei dipendenti pubblici rappresenta un clamoroso autogol perché aggraverà il fenomeno della fuga di medici che già oggi abbandonano il settore pubblico attratti da migliori stipendi e condizioni d’impiego offerte dal settore privato. Per non parlare poi della penuria di medici di base e di infermieri. Il passo indietro del governo su Case e Ospedali di Comunità (nel veronese al momento sono previste 16 case e 7 ospedali) ha spinto la Regione a dichiarare che sopperirà con proprie risorse alla revisione del Pnrr. Ma con quali soldi? Dove taglierà?” 

“Le lunghe liste di attesa introducono un fattore intollerabile di discriminazione tra i cittadini che possono permettersi di pagare le prestazioni private e coloro che non possono permetterselo e rinviano oppure rinunciano alle cure e alla prevenzione” conclude Bigon.

“In vista dell’attuazione della Missione 6 del Pnrr, come amministrazione comunale abbiamo attivato una delega specifica per favorire la diffusione capillare della medicina di base e dell’assistenza primaria sul territorio, ma senza incrementare il personale sanitario i quartieri rischiano di rimanere sguarniti di servizi” osserva Elisa La Paglia, assessora alla Salute e Servizi di prossimità Comune di Verona. “Stando ai dati di Azienda Zero del 4 ottobre, mancano 25 medici di base nelle Circoscrizioni 1, 2 e 3, in particolare a Parona; altre 3 caselle vuote si segnalano in Ottava Circoscrizione, che condivide l’ambito sanitario con il Comune di Grezzana; 8 medici di famiglia mancano in Sesta e Settima Circoscrizione, che condividono l’ambito con i Comuni di San Martino Buon Albergo e di Lavagno. Praticamente dal Covid resta vacante un posto nel quartiere Porto San Pancrazio. Non va meglio nell’Ambito 6 del Distretto 2, che ricomprende anche le Circoscrizioni Quarta e Quinta, dove mancano ben 25 medici di base”.


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