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Chirurgia ortopedica: all’Ospedale Pedarzoli impiantata una protesi con la realtà aumentata

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L’Ospedale Pederzoli di Peschiera del Garda, eccellenza italiana di chirurgia ortopedica come certificato dai più recenti dati Agenas, è stata nuovamente palcoscenico d’innovazione e avanguardia, ospitando un moderno intervento chirurgico per l’impianto di una protesi di ginocchio con l’ausilio della realtà aumentata, utilizzando il sistema NextAR.

Ad eseguire l’operazione il dottor Enrico Rasia Dani, da anni interessato ai nuovi approcci chirurgici, grazie ai quali tecnologia e medicina procedono nella stessa direzione, in un processo che non potrebbe essere più virtuoso. Al suo fianco, il dottor Alberto Residori, responsabile della Chirurgia del Ginocchio e il dottor Antonio Vitella, in quello che Rasia Dani definisce “un primo, importante passo verso una ridefinizione profonda dell’approccio chirurgico”.

“Si tratta di una tecnologia estremamente innovativa, che porta la realtà aumentata in sala operatoria – dichiarano i dottori Rasia Dani e Residori – inizialmente viene eseguita una tac dell’arto del paziente, grazie a cui viene studiato l’intervento in tutti i dettagli, dalla pianificazione in 3D dei tagli ossei da effettuare con precisione millimetrica grazie ai sensori posti sugli strumenti chirurgici, alla valutazione e il bilanciamento delle strutture legamentose dell’articolazione da operare.

In questo caso è stata utilizzata per il ginocchio – sottolineano i chirurghi – ma sarà utilizzabile anche per la spalla e l’anca”.

In sede di intervento il sistema NextAR fornisce al chirurgo un’analisi predittiva di quello che sarà il comportamento dell’articolazione nel post-operatorio, ancora prima di effettuare la procedura.

In seguito, grazie anche al supporto di smart glasses, un apposito visore per la realtà aumentata, il chirurgo è in grado di rispettare la pianificazione con estrema precisione.

Si tratta quindi di un sistema che permette al medico di personalizzare l’intervento, garantendo al paziente una corretta posizione dell’impianto, secondo le caratteristiche di ogni individuo.

Questo permette di recuperare le funzionalità dell’articolazione in tempi brevi e con una garanzia di successo e precisione difficilmente possibili prima dell’avvento di questa tecnologia.


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