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Arsenale: Tosi e Bertucco contro i progetti dell’Amministrazione, arriva la replica dell’assessore Segala

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Flavio Tosi entra a gamba tesa sulla questione del rifacimento dell’Arsenale e attacca il sindaco: “Sboarina persevera nella propaganda. Tentativo, va detto, quasi commovente dato che non ha nulla di concreto da poter raccontare”.

E sugli interventi per mettere a nuovo l’Arsenale dice: “Prima ha cassato il project della mia Amministrazione, fosse stato pragmatico invece, avrebbe potuto già oggi consegnare ai cittadini un Arsenale completamente ristrutturato. Nel frattempo non ha saputo lavorare concretamente a un progetto alternativo, di riqualificazione completa che preveda la bonifica del suolo e delle aree verdi e il rifacimento degli interni degli edifici. Farlo costa oltre 50 milioni, Sboarina parla al vento: deve ancora indicare dove troverà i soldi, che non ha. Ma soprattutto, con questo modo inverso di procedere (si è mai mai visto ristrutturare un immobile partendo dalla fine, cioè dai tetti?), e senza il restauro degli interni, gli edifici rimarranno inagibili anche con le coperture nuove. Un capolavoro di incapacità!  Ma Sboarina non se ne cura, lui ha bisogno di raccontare alla gente che sta facendo qualcosa”.

Secondo Tosi per portare avanti il progetto “bisognerà ripartire dalla collaborazione tra pubblico e privato, metodo che l’attuale Sindaco ha irresponsabilmente archiviato. Solo unendo le forze con gli imprenditori il Comune può ridare vita al nuovo Arsenale, con un progetto che abbia tempi certi e finanziamenti sicuri e adeguati”.

Sulla bonifica dell’ex Arsenale interviene invece il consigliere di Sinistra in Comune Michele Bertucco che spiega: “Le divergenze tra Comune e Provincia di Verona sulla bonifica dell’ex Arsenale sono ben più profonde di quanto l’assessore Segala aveva voluto ammettere lo scorso 19 agosto quando avevamo dato notizia della riapertura delle indagini sulla falda acquifera e sulla presenza di metalli pesanti in alcuni punti del sito”.

Nella nota rilasciata dal consigliere si legge: “Dai verbali delle conferenze dei servizi del 31 marzo 2021 e del 22 ottobre 2020, solo di recente rilasciati all’accesso agli atti, emerge infatti che la strategia di bonifica ipotizzata dal Comune consistente, come si ricorderà, in una tecnica di capping (copertura) attraverso la rimozione di uno strato superficiale di terreno (50 cm) e la posa di una “biogriglia” a protezione e a separazione dagli strati più profondi inquinati, è stata bocciata dai tecnici della Provincia fin dall’ottobre 2020 in quanto ritenuta non sufficientemente affidabile.

Le ulteriori analisi disposte dalla conferenza ad agosto non sono dunque finalizzate a dirimere la diatriba tra Provincia e Comune ma a capire, di preciso, in quali punti e a quale profondità si dovrebbe scavare per asportare le parti inquinate. Anche perché, precisano i tecnici, la tecnica del capping è standardizzata per le discariche ma non esistono riferimenti di sicurezza per situazioni particolari come quella all’ex Arsenale. Da tener conto, inoltre, che gli eventi atmosferici estremi, a cui i cambiamenti climatici ci stanno ormai purtroppo abituando, possono introdurre repentine modificazione quali smottamenti, crollo di alberi ecc.

La soluzione dello scavo in profondità non sarebbe tuttavia indolore perché, al di là dell’aumento esponenziale dei costi della bonifica, sarebbe destinata ad incidere negativamente su molti alberi secolari presenti all’Arsenale. Senza contare il rischio di incontrare reperti archeologici o bellici di rilievo, che nel sito sono praticamente certi”.

“L’amministrazione comunale – insiste quindi Bertucco – sia chiara e non nasconda ulteriori informazioni: come avevamo previsto fin dall’inizio la bonifica dell’ex Arsenale non sarà una passeggiata. E a causa della sua superficialità la città non può essere chiamata a scegliere tra la sicurezza degli utenti e la preservazione del patrimonio arboreo”.

A stretto giro arriva la risposta dell’assessore all’Ambiente Ilaria Segala: “Quando si vuole cercare il male in ogni cosa, si fanno gli autogol – commenta l’assessore Segala -. Si spacciano per novità, informazioni che invece sono già state aggiornate. Il progetto definitivo del Comune per la bonifica dell’Arsenale prevede lo scavo di 50 centimetri come richiesto dall’Arpav e il monitoraggio della falda attraverso 5 piezometri già installati. Gli uffici tecnici della Provincia che chiedevano invece lo scavo di due metri, praticamente come la bonifica di Porto Marghera, a marzo scorso non si sono nemmeno presentati alla conferenza di servizi in cui è stata decisa la misura per difendere la propria posizione. Si tratta di una questione sulla quale insieme ad Arpav stiamo lavorando da ottobre 2020 e che sta andando avanti nell’interesse della salute dei cittadini. Ricordo infatti che, diversamente da chi ci ha preceduto, noi abbiamo commissionato una perizia ad hoc che ha confermato l’eventuale pericolosità del terreno solo nell’inaspettato caso di ingestione del terreno e in nessun’altra evenienza. Il consigliere Bertucco invece che sollevare polveroni in ritardo farebbe bene a informarsi su ciò che è stato fatto in questi mesi. Mi sarei aspettata che si dicesse d’accordo quando abbiamo commissionato la perizia o quando abbiamo posizionato i piezometri, non quando trova carte vecchie”.


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